Luigi Brugnaro si racconta a Siena Tv, “Il mio rapporto col territorio senese”

Tra pallacanestro, azienda agricola, turismo e Freccia Rossa, il sindaco di Venezia spiega i progetti per il territorio. E per il basket sottolinea: "Non ci muoviamo, restiamo a Chiusi"

Vincendo la finalissima contro Agrigento la sua San Giobbe Chiusi ha guadagnato la promozione in serie A2, un traguardo eccezionale che è però soltanto l’inizio del progetto che ha in mente per la squadra. Ma il rapporto del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro con il territorio senese nasce da lontano ed è molto più radicato di quanto potrebbe sembrare, non limitandosi soltanto alla società cestistica chiusina.

“Anni fa mi sono innamorato di una ragazza di Chiusi, Stefania Moretti, che mi ha dato tre bellissimi bambini – racconta Brugnaro a Siena Tv – L’ho conosciuta a Venezia, dove si è laureata in lingue orientali, ma la sua famiglia vive sempre a Chiusi, così il padre mi ha suggerito di comprare un possedimento agricolo nella zona e così oltre che a comprarlo abbiamo iniziato ad allevare le mucche chianine. Anno dopo anno l’azienda è cresciuta fino a diventare il più grande allevamento di carne chianina al mondo. Un allevamento moderno, sostenibile, dove crediamo nella genuinità delle cose. Adesso c’è il mio figlio più grande a seguire l’azienda, abbiamo più di 2400 mucche e sono molto orgoglioso di questa azienda agricola”. Un esperienza che è iniziata molto prima della sua esperienza come sindaco del capoluogo veneto e che adesso è gestita da un trust.

Da questa azienda agricola, la San Giobbe, chiamata così per ricordare il nome della storica area del macello di Venezia, e poi nata l’idea di investire nel territorio anche su un’altra grande passione di Brugnaro, la pallacanestro. Proprietario della Reyer Venezia, società cestistica in serie A1 laureatasi campione d’Italia nel maschile nel 2017 e 2019 e nel femminile proprio quest’anno, Brugnaro ha creato la San Giobbe Chiusi, che proprio in questa stagione ha guadagnato la promozione in serie A2, il secondo campionato nazionale. “Mi ricordo quella volta che con la Reyer abbiamo giocato a Siena e siamo andati in vantaggio 2-4. Ho fotografato il tabellone e ho detto ‘Non mi succede più’ – racconta Brugnaro – Da voi c’è una cultura di basket straordinaria”.

Nata in seno al progetto Reyer pochi anni fa, la San Giobbe ha scalato le serie, completando in soli 3 anni il salto dalla Promozione all’A2. “Mi aspettavo una scalata così rapida? Sì, perché le cose che facciamo sono programmate – spiega il sindaco di Venezia – I soldi ce li abbiamo messi per fare le squadre, poi nello sport serve bravura e fortuna, però facendo squadre così te la giochi. La domanda è: sono soldi pubblici o soldi guadagnati? Sono guadagnati. Bisogna tirarsi su dal divano e darsi da fare, cose come il reddito di cittadinanza sono inutili, non aiutano a darsi da fare, ma il contrario”.

Con la squadra che ha ormai raggiunti i livelli più alti del panorama cestistico italiano, Brugnaro ci tiene a mettere le cose in chiaro: “Siamo a Chiusi e là restiamo, non ci spostiamo – dichiara a Siena Tv – L’idea è quella di comprare il palazzetto, il Comune vuole fare delle gare per la concessione, noi non vogliamo fare i concessionari ma vogliamo che sia messo a disposizione delle squadre in orari che ci servono. Penso che compreremo un’altra gradinata, pagandola noi, perché abbiamo bisogno di 2000 posti“. Un grande progetto con al centro il settore giovanile. “Abbiamo la fortuna di operare a Chiusi con un ambito sportivo di grande livello. La capacità delle persone del territorio di comprendere il basket è un grande regalo per gli appassionati. Dobbiamo fare un lavoro serio e allargato, non solo a Chiusi ma a tutta l’area. Per noi come settore giovanile il primo obiettivo non è produrre campioni, ma produrre cittadini. Lo sport serve a questo, in America lo sanno già: il problema non è imparare a vincere, ma imparare a tirarsi su se perdi”.

Investire nel territorio. L’obiettivo di Brugnaro sembra chiaro, per questo è stato anche uno dei principali promotori del passaggio del Freccia Rossa a Chiusi. “Abbiamo fatto una battaglia per far passare il treno – spiega – però invece di far fermare il treno da Venezia hanno fatto fermare quello da Milano. Fermare quello da Venezia sarebbe stato importante non solo per me così da farmi arrivare diretto (ride), ma per l’asse turistico che arriva. Napoli-Roma-Chiusi-Firenze-Venezia, con deviazioni a Siena, Perugia eccetera. Un asse strategico per il turismo: è così che questo diventa un vantaggio per l’Italia”.