C’è ancora tempo per iscriversi al Master di I livello in Competenze psico-socio-pedagogiche per la gestione del lutto promosso dall’Università degli Studi di Siena e diretto dalla professoressa Maria Rita Mancaniello. Le iscrizioni chiuderanno il 2 marzo 2026, mentre l’avvio delle lezioni è previsto per la fine di aprile.

Un percorso formativo che nasce da un’urgenza educativa sempre più evidente. “Promuoviamo questo Master non perché interessa all’università in sé – spiega Mancaniello – ma perché c’è un bisogno reale nel mondo dell’educazione. Oggi educatori, insegnanti e servizi sociali si trovano ad affrontare esperienze di morte e di perdita senza una preparazione specifica”.
Il Master è rivolto a tutti i professionisti che lavorano con bambini, adolescenti e famiglie colpite da lutti complessi: dalla morte improvvisa di un genitore, ai casi di suicidio adolescenziale, fino agli orfani di femminicidio.
“Nei contesti di vita quotidiana, dalla scuola allo sport, i ragazzi fanno sempre più spesso esperienza della morte – sottolinea la docente -: incidenti, lutti familiari, suicidi tra coetanei. Eppure la capacità di gestione del lutto è spesso legata solo alla sensibilità personale, non a una formazione strutturata”.
Secondo Mancaniello, alla base c’è un problema culturale: “Esiste un tabù della morte e del lutto. Si pensa che bastino giornate commemorative o qualche parola di circostanza, ma la ricerca scientifica ci dice che un lutto non elaborato può avere effetti che emergono anche dopo anni, influenzando la costruzione dei legami e il modo di vivere nuove esperienze”.

Il Master intende quindi fornire competenze specifiche per riconoscere il dolore, accoglierlo nei contesti educativi e accompagnare i minori nei percorsi di rielaborazione. “La morte è un filo rosso che attraversa tutti gli ambiti della vita – aggiunge Mancaniello – ma non viene affrontata con gli strumenti adeguati”.
Il corso partirà a fine aprile e si svolgerà con incontri ogni quindici giorni fino a dicembre. È previsto anche un tirocinio, costruito in base alla provenienza dei corsisti, con convenzioni attivate sui diversi territori italiani. “Lavoriamo in realtà che vanno dai servizi per la violenza di genere alle comunità che accolgono bambini e ragazzi che hanno perso i genitori così da unire teoria ed esperienza diretta”.
“Questa è la terza edizione – conclude Mancaniello – e speriamo di poterla attivare anche quest’anno, perché vediamo che la necessità di una formazione sul lutto è sempre più evidente”.