“Siamo costretti all’inquinamento acustico ogni giorno. La Micat in Vertice è la riserva amazzonica della musica, il polmone verde della musica”. Parte da un’immagine potente il direttore artistico dell’Accademia Chigiana Nicola Sani per raccontare la nuova stagione: uno spazio da preservare, nel quale tornare ad ascoltare davvero, sottraendosi almeno per qualche ora al rumore che accompagna la quotidianità.
Ed è proprio intorno al valore dell’ascolto che prende forma la 104ª edizione della Micat in Vertice, una delle più antiche stagioni concertistiche italiane. Dal 22 novembre 2026 al 14 maggio 2027 saranno sedici gli appuntamenti che porteranno a Siena alcuni dei maggiori interpreti della scena musicale internazionale, attraverso un cartellone capace di mettere in dialogo epoche, generi e linguaggi differenti: dalla grande tradizione classico-romantica alla musica antica, dalla dimensione sinfonica e cameristica alla ricerca contemporanea, fino al jazz, all’improvvisazione e alle nuove forme multimediali.
Non una semplice successione di concerti, dunque, ma un disegno artistico nel quale passato e presente sono chiamati continuamente a confrontarsi. È questa l’identità che la Chigiana rivendica per una stagione arrivata alla sua 104ª edizione senza interruzioni e che continua a rappresentare uno degli appuntamenti centrali della vita culturale senese.
“La 104ª edizione della Micat in Vertice celebra la straordinaria longevità di una delle più antiche stagioni concertistiche italiane”, ha sottolineato il presidente della Chigiana Riccardo Coppini, ricordando come da 104 anni sia l’Accademia ad assicurare la stagione di concerti della città di Siena, costruendo una proposta capace di unire grandi interpreti internazionali e giovani talenti.
Concerti “cuciti su misura” per la Chigiana
A caratterizzare la Micat in Vertice sarà ancora una volta la volontà di non affidarsi semplicemente ai normali circuiti concertistici.
“Ciò che distingue la nostra Stagione nel panorama nazionale è, prima di tutto, che i suoi concerti siano ‘cuciti su misura’ per la Chigiana e costruiti in sinergia con i nostri partner, e non provengono dai circuiti abituali”, ha spiegato Sani.
Una scelta che consentirà al pubblico senese di assistere a programmi concepiti appositamente per la stagione e, in diversi casi, difficilmente ascoltabili altrove. È il caso dei due grandi appuntamenti con l’Orchestra della Toscana che apriranno e chiuderanno idealmente il cartellone, con David Krakauer prima e Ilya Gringolts poi, ma anche dei progetti che attraversano musica, arti visive, letteratura e nuovi linguaggi.
L’apertura con David Krakauer
La stagione prenderà il via, come da tradizione, il 22 novembre, nella ricorrenza di Santa Cecilia. Al Teatro dei Rinnovati sarà protagonista David Krakauer, clarinettista e compositore statunitense, per un concerto costruito intorno ai suoi 70 anni.
Krakauer si esibirà insieme all’Orchestra della Toscana diretta da Diego Ceretta. In programma la prima esecuzione italiana di “The Fretless Clarinet”, scritto dallo stesso Krakauer insieme a Kathleen Tagg, seguita dalle “Danze di Galánta” di Zoltán Kodály e dalla Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98 di Johannes Brahms.
Un’apertura che sintetizza già una delle idee della stagione: accostare repertori, epoche e tradizioni differenti, mettendo in comunicazione la libertà espressiva di Krakauer, la tradizione popolare rielaborata da Kodály e una delle grandi architetture sinfoniche dell’Ottocento.
Canino e Ballista, settant’anni insieme
Il secondo appuntamento, il 27 novembre al Teatro dei Rozzi, porterà a Siena due protagonisti della storia musicale italiana: Bruno Canino e Antonio Ballista.
Il duo pianistico festeggerà un traguardo rarissimo, i 70 anni di collaborazione. Il programma attraverserà Mozart, Satie, Castiglioni, Milhaud e Schubert, restituendo quella curiosità musicale che ha accompagnato Canino e Ballista lungo un sodalizio iniziato tra i banchi del Conservatorio di Milano e proseguito sui palcoscenici internazionali.
Da San Francesco a Umberto Eco
Il 4 dicembre, al Teatro dei Rozzi, la Micat uscirà invece dai confini tradizionali del concerto con “Le storie di San Francesco. Dai Fioretti a Umberto Eco”.
Il progetto unirà il pianoforte di Vincenzo Maltempo alle immagini, al testo e alla narrazione di Pietro Mercogliano e nascerà dall’incontro di due anniversari: gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi e i dieci dalla scomparsa di Umberto Eco.
Un viaggio tra musica, letteratura e immagini che partirà dall’eredità francescana per attraversare miti, leggende e zone d’ombra del Basso Medioevo, riletti anche attraverso opere come “Il nome della rosa” e “Baudolino”, mentre la narrazione si intreccerà con le musiche di Bach, Franck e Liszt.
Chico Freeman e i nuovi orizzonti del suono
L’11 dicembre la Micat tornerà eccezionalmente nel Salone dei Concerti di Palazzo Chigi Saracini per “Synthesis”, progetto nato dalla collaborazione tra Siena Jazz, Accademia Musicale Chigiana e Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano.
Ventiquattro musicisti saranno coinvolti in un laboratorio integrato di co-creazione e residenza artistica sotto la guida di Tonino Battista, in un percorso nel quale jazz, scrittura contemporanea, nuove tecnologie e pratiche interdisciplinari si incontreranno.
Special guest sarà Chico Freeman, sassofonista statunitense con oltre cinquant’anni di carriera, cresciuto nella grande scuola jazzistica di Chicago e protagonista di collaborazioni con musicisti come McCoy Tyner, Elvin Jones, Dizzy Gillespie e Sun Ra.
Il Concerto di Natale per i dieci anni del Coro della Cattedrale
Il 23 dicembre la stagione entrerà nella Cattedrale di Siena per il tradizionale Concerto di Natale, quest’anno legato a un anniversario particolarmente significativo: i dieci anni dalla fondazione del Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi Saracini”.
Sotto la direzione di Lorenzo Donati, il Coro affronterà “Spem in alium” di Thomas Tallis nella versione originale per 40 voci reali, suddivise in otto gruppi distribuiti nello spazio della Cattedrale.
Una produzione di grande complessità che celebrerà anche il percorso internazionale raggiunto dalla formazione senese, nata dall’iniziativa dell’Accademia Chigiana e dell’Opera della Metropolitana.
Il ritorno del Cuarteto Casals
Dopo la pausa natalizia, l’8 gennaio il Teatro dei Rozzi accoglierà il ritorno del Cuarteto Casals, assente dalla Chigiana da oltre quindici anni.
Una delle formazioni cameristiche più apprezzate della scena internazionale tornerà a Siena con un programma che attraverserà Haydn, Šostakovič e Schubert, fino a “La morte e la fanciulla”.
Il 5 febbraio sarà invece protagonista Lucie Horsch con “Metamorphosis”, recital dedicato alle molte identità del flauto dolce: dai repertori antichi di Hotteterre e Jacob van Eyck fino a Debussy, Britten, Berio e Stravinsky.
Roger Muraro e il viaggio dentro Liszt
Il 12 febbraio, ancora al Teatro dei Rozzi, tornerà a Siena Roger Muraro, tra gli interpreti di riferimento del repertorio pianistico francese ed europeo.
Muraro completerà il percorso delle “Années de pèlerinage” di Franz Liszt avviato nella precedente stagione da Francesco Piemontesi, eseguendo la “Deuxième année: Italie” e la “Troisième année”.
Un progetto che mostra anche la volontà della Micat di costruire percorsi capaci di svilupparsi nel tempo, trasformando il singolo concerto in una tappa di una programmazione più ampia.
I 70 anni di Markus Stockhausen
Un altro compleanno attraverserà la stagione il 26 febbraio, quando la Chigiana celebrerà al Teatro dei Rozzi i 70 anni di Markus Stockhausen.
Il trombettista, flicornista e compositore tedesco arriverà con il suo New Quintet e con il progetto “Between Earth and Sky, Matter and Spirit”, affiancato da Annie Barbazza, Fabio Mina, Francesco Savoretti e Fabrizio Ottaviucci.
Un concerto che porterà la Micat verso i territori della musica progressiva e intuitiva, dell’improvvisazione e della ricerca contemporanea, superando deliberatamente i confini stilistici tradizionali.
Stefano Battaglia e l’omaggio a Mark Rothko
Il 12 marzo il rapporto tra musica e arti visive sarà al centro di “Walls of Light. Hommage to Mark Rothko”, presentato in prima mondiale dall’Ensemble Tabula Rasa sotto la guida al pianoforte e nella direzione di Stefano Battaglia.
Nato dalla collaborazione tra Chigiana e Siena Jazz, l’ensemble proseguirà così il proprio percorso di ricerca trasformando in materia musicale l’universo poetico e spirituale