Monna Agnese, si valuta l’ipotesi del complesso Pendola: affidata una perizia sull’agibilità sismica

Il recupero del polo farebbe da volano anche per il Piccolomini, altra scuola in sofferenza. E si pensa ad una palestra per i due istituti in via Mattioli

Importanti novità sul futuro del Monna Agnese, la cui cronica crisi di spazi per le classi è giunta a un punto di non ritorno. Dopo il colorato corteo in Piazza del Campo, una delegazione del comitato formato da insegnanti, genitori e alunni ha incontrato questa mattina il presidente della Provincia di Siena, Silvio Franceschelli, che ha aggiornato sugli sviluppi della situazione: l’idea è quella di un trasferimento in blocco nel complesso scolastico di via Pendola, in cui già sono presenti 4 classi del Monna Agnese, site nel polo femminile.

Il progetto prevederebbe il recupero totale del complesso, compreso il polo maschile ad oggi invece vuoto ed inutilizzato. Prima di poter procedere alla redazione di un progetto però, si dovrà aspettare l’esito di una perizia sull’agibilità sismica sull’edificio, già affidata dalla Provincia allo studio Vannini, atta a valutarne la stabilità in vista di un possibile trasferimento delle classi: se il risultato – che arriverà tra fine giugno e inizio luglio – sarà positivo, Provincia e Asp Città di Siena, partecipata del Comune proprietaria dell’immobile, troveranno un accordo per la progettazione in compartecipazione e successivamente sarà formulato un programma di edilizia scolastica che fisserà la tempistica dei vari interventi. Starà poi agli enti coinvolti richiedere fondi e contributi a Regione e Ministero, già debitamente messi a conoscenza della situazione.

Nelle intenzioni della Provincia, il recupero del complesso Pendola apre le porte a un possibile utilizzo a favore del Liceo Piccolomini, anch’esso in sofferenza in termini di spazi e classi; e si pensa pure a una palestra, storico tallone d’Achille dei licei dell’istituto, da realizzare in via Mattioli, che possa servire anche gli alunni del Monna Agnese. Un piano B per eventuali problemi di spazi è rappresentato infine dall’edificio mai completato di viale Sardegna, che doveva fungere da nuova sede dell’Amministrazione provinciale. Francheschelli è stato chiaro: non sarà svenduto a privati.

C.C

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