Monteriggioni Progressista: “Riserva di caccia in zona rurale Magione fatto grave”

“Più caccia libera, ma no nel mio giardino: alcuni rappresentanti del mondo agricolo hanno ceduto alle lusinghe della destra di Salvini”

Con un comunicato stampa, il circolo di Monteriggioni Progressista punta il dito contro la reintroduzione della nuova riserva di caccia nella zona rurale della Magione dopo l’attacco dei lupi a una azienda, sottolineando come alcuni rappresentanti dei comitati del mondo agricolo abbiano cedute alle lusinghe della Lega, che lunedì ha organizzato un convegno aperto agli addetti ai lavori alla presenza del nuovo ministro Gian Marco Centinaio:

“Come nel nostro stile le cose non le mandiamo a dire e sinceramente. Monteriggioni Progressista questa volta alza il tono della polemica. Consideriamo un fatto grave la reintroduzione della nuova riserva di caccia nella zona rurale della Magione , nel comune di Monteriggioni , diventata nota lo scorso anno (marzo 2017) per l’attacco dei lupi ad un allevamento. Da quel momento in puoi non sono mancati gli incontri e le discussioni sul tema, nella consapevolezza che tutto merita una sana riflessione che supera le situazioni comunali. Sono nati comitati che abbiamo sempre incontrato con piacere , c’è stata anche un’interrogazione parlamentare. Tutto il mondo rurale ha spesso puntato il dito contro il mondo ambientalista ed animalista. Noi abbiamo sempre lavorato per il dialogo e la concertazione. Abbiamo interrotto il dialogo solo quando abbiamo visto che alcuni rappresentati in vista del comitato stavano già rispondendo alle lusinghe elettorali della destra di Salvini , che ha preparato anche una passerella per il nuovo ministro del nuovo governo”.

“Appare assurdo che da un lato si chieda meno vincoli e più libertà di avere una caccia deregolamentata e dall’altro gli esponenti leghisti per ricambiare e ringraziare alcuni esponenti locali della loro adesione , si siano mossi in ambito regionale per chiedere ed ottenere una riserva di caccia nella zona della stessa azienda agricola. Si propaganda più caccia libera, ma no nel mio giardino. Ancora più assurdo il fatto che tutto questo si stato fatto senza alcuna concertazione con gli enti locali e cercando di contrastare anche azioni di tutela e cattura di ibridi ed ungulati. Se possiamo sintetizzare con una slogan “più caccia libera, ma no nel mio giardino” classico stile della destra leghista , come quelli che dicono “No agli immigrati”, ma poi li cercano per risparmiare sul costo della manodopera e dei diritti”.

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