Il rinvio delle visite cardiologiche presso il policlinico Santa Maria alle Scotte dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Senese (Aous) è stato l’argomento al centro dell’interrogazione presentata durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 18 giugno, dal consigliere Franco Bossini del gruppo Movimento Civico Senese. Ha risposto l’assessore alla sanità e al diritto alla salute del Comune di Siena, Giuseppe Giordano.
“L’interrogazione – ha spiegato l’assessore – si inserisce all’interno della criticità dei tempi di attesa delle visite cardiologiche. L’Aous è ambito di garanzia per la prima visita cardiologica per tutti i cittadini residenti nella zona senese, garantendo volumi importanti di offerta di prime visite cardiologiche. Dal 2019 a oggi c’è stato un crescente e significativo aumento di domanda di prescrizione di prima visita cardiologica, con un 60,8 per cento al 31 dicembre 2025 a cui l’Aous ha cercato di rispondere con un aumento continuo dell’offerta. I volumi di offerta dal 2019 al 2025 sono aumentati del 34,3 per cento, volumi che continuano ad essere sostenuti con grande sforzo di tutti i medici cardiologi, di cui ben conosciamo professionalità, competenza e impegno che apprezziamo molto, che garantiscono questo numero elevato di prime visite prevalentemente in regime istituzionale. L’offerta di prime visite cardiologiche nella zona senese dell’Asl Tse ha invece subito una variazione del meno 16 per cento nel 2026 rispetto al 2025. Il numero di richieste di prime visite cardiologiche si mantiene stabile con circa trecento prescrizioni a settimana (dato di aprile 2026) a fronte di volumi di circa centocinquanta visite a settimana. La percentuale di visite cardiologiche prenotate entro i tempi regionali è del 63,8 per cento, mentre il 68,3 per cento è prenotato entro i tempi nazionali, con un tempo medio di attesa della prima disponibilità di 22 giorni (dati di aprile 2026)”.
“Il problema dell’aumento della domanda – ha proseguito Giordano – non può essere affrontato soltanto con un aumento dell’offerta, che distoglie risorse da altre attività importanti attività come, ad esempio, quelle di alta specializzazione: percorso dello scompenso cardiaco e dello shock cardiogeno e della sua gestione in attesa di trapianto di cuore, procedure interventistiche coronariche e sulle valvole cardiache, esami diagnostici come eco cuore, ecocolorppler e ecotrasesofageo. Un tema a cui porre attenzione è, quindi, quello dell’appropriatezza prescrittiva, su cui stanno convergendo le direttive sia nazionali che regionali. L’Aous ha già approfondito il tema della non appropriatezza prescrittiva della visita cardiologica con uno studio epidemiologico che ha utilizzato come riferimento prescrittivo i criteri Agenas dei manuali Rao. L’analisi, effettuata congiuntamente con la Asl Tse ha evidenziato una appropriatezza prescrittiva intorno al 36,2 per cento per la visita cardiologica. Per agire sull’inappropriatezza prescrittiva bisogna agire sia a livello clinico, sia a livello organizzativo e formativo. Proprio per governare una domanda in costante crescita, la Regione Toscana ha recentemente approvato la delibera 230 del marzo 2026 ‘Criteri clinici per l’attribuzione delle classi di priorità per le prestazioni di primo accesso’ che certamente è uno strumento che verrà incontro alle aziende e soprattutto ai cittadini per prendere in carico il problema, in quanto una prestazione inappropriata è una prestazione non erogata a un cittadino che invece ne ha maggiore necessità”.
“Ho cercato – ha concluso l’assessore Giuseppe Giordano – di dare un quadro generale sulla base di informazioni chieste all’Aous e di conoscenze personali, ma non ho potuto rispondere ad alcune domande specifiche dell’interrogazione che partivano da un allarmante articolo apparso sulla stampa, perché, nonostante un mio sollecito inviato per pec lo scorso 13 maggio, non ho ricevuto risposta dalla direzione aziendale Aous sui singoli quesiti che riguardano dati relativi all’organizzazione e alla gestione. Ho ritenuto comunque doveroso rispondere in termini generali sul problema per le importanti, direi anche gravi, conseguenze cliniche, psicologiche e organizzative conseguenti alle lunghe liste di attesa. Queste ultime, infatti, possono ritardare diagnosi e trattamenti necessari, possono creare ulteriore pressione sul sistema perché chi può si rivolge al privato e chi non può resta fermo in lista così come, dato che spesso i management sanitari giustificano alcuni interventi e alcune mancanze con problemi di spesa, il ritardo può trasformare un problema programmabile in un’urgenza più complessa e costosa da gestire”.
Il consigliere Franco Bossini (Movimento Civico Senese) ha replicato: “Ringrazio l’assessore per la risposta e per il quadro complessivo fornito, che è senz’altro utile a inquadrare un problema importante e sentito dalla popolazione. Devo, però, constatare che l’assenza di una risposta puntuale da parte dei vertici aziendali ai miei quesiti lascia aperti tanti dubbi che potrebbero, proprio a seguito delle mancate risposte, diventare delle certezze. Non aver risposto da parte dei vertici aziendali a tre delle mie domande potrebbe far presumere che le visite rinviate di cui ci ha informato la stampa non siano state recuperate con slot aggiuntivi. Questo potrebbe aver comportato che alcuni pazienti siano stati messi in fondo alle liste come se avessero prenotato una visita solo adesso. Ma tutto questo a cosa è dovuto? Se ci fossero problemi di personale perché non si dice? Se ci fossero problemi organizzativi perché non si affrontano? Le responsabilità dirigenziali comportano l’obbligo di risolvere i problemi, così come quello di rispondere puntualmente a chi, eletto come me dai cittadini, pone domande per conto di costoro e pretende rispetto istituzionale. Nascondersi sempre più spesso da parte dei vertici ospedalieri dietro l’appropriatezza delle cure rischia di svilire anche questa problematica che comunque chiama in causa proprio le responsabilità organizzative e manageriali. E non si fa neppure un favore ai tanti e validi professionisti di cui dobbiamo continuare ad essere fieri, professionisti che spesso sono il terminale di inefficienze a loro non imputabili. Sappiamo di avere professionisti di valore, una cardiologia eccellente, ma c’è anche la necessita di scelte organizzative funzionali, che rendano merito a chi ha merito e che migliorino le prestazioni nei confronti dell’utenza, evitando, proprio per i lunghi tempi di attesa e per inaccettabili rinvii, che chi può permetterselo si rivolga al privato e chi non ha analoghe possibilità non venga curato”.