Nuove perizie, nuove audizioni e un rafforzamento dell’attività istruttoria. L’Ufficio di Presidenza della Commissione parlamentare d’inchiesta bis sul caso David Rossi imprime un’accelerazione significativa al lavoro di approfondimento sulla morte dell’ex capo comunicazione di Mps, avvenuta il 6 marzo 2013 dopo la caduta dalla finestra del suo ufficio nella sede della banca senese.
A fare il punto è il presidente della Commissione, Gianluca Vinci, che dettaglia una serie di decisioni operative destinate a incidere sul percorso investigativo. “Diciamo che di novità – ha affermato -nell’Ufficio di Presidenza di oggi ce ne sono molte, nel senso che abbiamo dato due incarichi per la realizzazione di due nuove perizie”.
Il numero sul cellulare: incarico alla Guardia di Finanza
Uno dei nodi centrali riguarda il numero comparso sul cellulare di Rossi dopo la morte, il 4099009. “Abbiamo affidato una perizia al tenente colonnello Alessandro Fagnani della Guardia di Finanza per verificare se vi sia stato un transito di denaro – spiega Vinci – perché, se si tratta di una ricarica telefonica o di un’operazione contrattuale, deve esserci anche un movimento economico collegato”.
Una precedente perizia aveva ipotizzato una ricarica o un’anomalia tecnica.
“Questa ricostruzione ci è sembrata abbastanza strana – sottolinea Vinci – perché abbiamo trovato numerosi indizi che ricollegherebbero quel numero al libretto al portatore, alla figlia di Vigni e ad altri elementi già noti”.
Da qui la nuova verifica: “Abbiamo dato il mandato di accertare se quella perizia fosse corretta oppure dimostrare che non c’è stato alcun traffico telefonico o di denaro collegato a quel numero, che è esattamente il punto su cui stiamo lavorando”.
Stato mentale e 4 marzo: incarico a Genovese e Manghi
Un secondo filone riguarda lo stato psicologico di David Rossi nei giorni precedenti la morte, in particolare il 4 marzo. “Abbiamo dato mandato al dottor Edoardo Genovese e al dottor Robbi Manghi per verificare lo stato psicologico e mentale di Rossi nei giorni antecedenti la morte”.
Al centro dell’analisi, più elementi da collegare tra loro: “Quel giorno si parla di tagli al polso, di una mail in cui scrive ‘mi ammazzo’ e di alcuni biglietti con contenuti riconducibili a un possibile addio. Vogliamo capire se tutto questo sia compatibile con uno stesso stato mentale”.
A Manghi è stato affidato anche un ulteriore approfondimento: “Dovrà verificare se i fazzoletti con tracce che sembravano sangue, ritrovati nel cestino, siano collegati al tamponamento delle ferite – spiega Vinci – cioè se Rossi abbia compiuto quei gesti, si sia fermato e poi gettato tutto”.
Le audizioni: convocato Giovanni Fava
Sul fronte testimoniale, sarà ascoltato Giovanni Fava. “Lo convocheremo per il primo aprile, così potrà riferire quanto ritiene ed eventualmente rispondere alle domande della Commissione”.
Medici legali di nuovo in Commissione
Accolta la richiesta del Partito Democratico di risentire i medici legali della prima Commissione. “Nonostante la relazione di metà mandato abbia accertato all’unanimità che si tratta di un omicidio – evidenzia Vinci – procederemo comunque a una nuova audizione il 31 marzo insieme al consulente attuale Robbi Manghi”.
L’obiettivo è aggiornare le valutazioni alla luce dei nuovi elementi emersi: “I medici legali avevano formulato due ipotesi, ma una è stata superata dalle nuove evidenze, come il fatto che l’orologio non fosse al polso. Chiediamo quindi una presa d’atto di questi elementi che all’epoca non avevano”.
Dopo Pasqua audizioni su RIS e modello di caduta
Il lavoro proseguirà con ulteriori approfondimenti tecnici. “Sentiremo il colonnello Schiavone e il tenente colonnello Adolfo Gregori anche sulla parte relativa agli accertamenti dei RIS e al modello informatico della Sapienza, alla luce dei nuovi elementi emersi”.
Commissione, no ai consulenti della famiglia nelle perizie: “Accertiamo la verità in autonomia”
Respinta invece la richiesta dell’avvocato della vedova Antonella Tognazzi di partecipare direttamente alle perizie. “La Commissione ha il compito di accertare la verità in modo autonomo, senza appiattimenti su alcuna posizione – chiarisce Vinci – pur garantendo alle parti la possibilità di fornire elementi, interloquire con i consulenti e essere ascoltati in audizione”.
Rafforzata la struttura della Commissione
Infine, è stato deliberato anche un ampliamento dell’organico dei consulenti. “È stato inserito come consulente il dottor Gabriele Malinconico, funzionario della Camera, che ha dato la propria disponibilità ad aiutare nell’attività di studio della documentazione e nella formazione degli atti interni alla Commissione – spiega Vinci – ed è stato deliberato questo aumento di organico a titolo gratuito, mettendo a disposizione della Commissione una professionalità ed esperienza di alto livello”.