Morte sul lavoro a Montepulciano, i sindacati: "Scempio intollerabile e inaccettabile"

Il dolore e la rabbia di Cgil, Cisl e Uil, che denunciano la mancanza di una strategia e di politiche di controllo stringenti per garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro

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“E’ inaccettabile che le persone la mattina si sveglino, escano per andare al lavoro e non facciano ritorno”. Così la segretaria della Cgil di Siena Alice D’Ercole commenta la morte sul lavoro di Manuel Cavanna, operaio 23enne, avvenuta a Montepulciano. “Non sono morti casuali, mancano politiche stringenti, mancano assunzioni nel sistema dei controlli e mancano le sanzioni per chi non rispetta le normative su salute e sicurezza sui luoghi di lavoro” aggiunge la segretaria Cgil. “La responsabilità di questo sta nelle politiche e nel modello di fare impresa che va radicalmente trasformato” conclude D’Ercole. “Non possiamo più tollerare questo scempio” evidenziano in una nota Cisl di Siena e Fim Cisl Toscana esprimendo “piena solidarietà alla famiglia del giovane lavoratore”.

“Non possiamo più accettare questa scia di sangue con l’auspicio che quanto prima posa essere chiarita la dinamica dell’incidente e le eventuali responsabilità” sostiene il sindacato. “Ancora una volta ci troviamo a piangere una vita, una persona che non farà mai più ritorno dalla propria famiglia, dai propri affetti, dai propri cari; un ragazzo che non potrà inseguire i propri sogni, i propri progetti, il proprio futuro” scrive la Uil Toscana.

Ancora Fiom Cgil Siena: “Il tubolare che oggi a Montepulciano ha colpito al petto, uccidendolo, il giovanissimo operaio metalmeccanico Manuel Cavanna, peraltro per ragioni ancora oscure, ha trafitto anche tutte e tutti noi, ma nonostante l’inquietante analogia con altre morti sul lavoro non lacera l’indifferenza di parte rilevante delle Istituzioni e del ceto imprenditoriale del Paese, che appaiono inescusabilmente distratte e, da ultimo, inspiegabilmente silenziose – come per gli accertamenti in corso per la strage dell’Esselunga”.

“E’ ancora una volta una morte che colpisce un lavoratore di una ditta esterna a quella che ha sede dove si è verificato il luttuoso accadimento. La FIOM CGIL di Siena condanna fermamente sia l’odiosa prassi di incrementare utili a discapito della formazione e della sicurezza, sia l’omertà che palesemente avvolge simili tragici episodi, soprattutto quando sembrano coinvolte società riconducibili a notabili della politica o di qualche lobby, mentre si piange un’altra vittima di questa strage che – se non voluta – è certamente male osteggiata”.



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