Mps, approvato il piano industriale 2026-2030. Previsti 3.7 miliardi di utili e 16 miliardi agli azionisti

L'ad Luigi Lovaglio: "Stiamo costruendo un gruppo bancario solido, diversificato e profittevole, capace di generare una crescita sostenibile e rendimenti molto attraenti per tutti i nostri azionisti"

Di Redazione | 27 Febbraio 2026 alle 9:34

Mps, approvato il piano industriale 2026-2030. Previsti 3.7 miliardi di utili e 16 miliardi agli azionisti

Mps ha approvato il piano industriale 2026-2030, dal quale emerge, grazie all’integrazione con Mediobanca, come il “terzo player italiano” nel settore bancario, con oltre 7 milioni di clienti. Il gruppo, si legge in una nota, prevede di di raggiungere un utile netto adjusted di 3,3 miliardi nel 2028 e 3,7 miliardi al 2030 e di distribuire nell’arco di piano circa 16 miliardi agli azionisti.

Mps – viene spiegato dalla banca che prevede di realizzare appieno i 700 milioni di sinergie – disporrà di una “significativa solidità patrimoniale”, con un indicatore di capitale cet1 ratio pari “a circa il 16% lungo l’intero orizzonte di piano”. L’ “elevato buffer di capitale”, pari “a circa 3 miliardi”, si legge in una nota, “consente ampia flessibilità strategica per valutare nuove opportunità sia di crescita che di remunerazione agli azionisti”.

“Stiamo costruendo un gruppo bancario solido, diversificato e profittevole, capace di generare una crescita sostenibile e rendimenti molto attraenti per tutti i nostri azionisti”, ha spiegato l’ad di Mps, Luigi Lovaglio.

Il piano – che è stato chiamato ‘Da radici profonde a nuove frontiere, una forza competitiva di primo piano nel settore bancario‘ – prevede di contenere la crescita dei costi operativi dai 3,5 miliardi di euro del 2025 a 3,6 miliardi nel 2030, con un miglioramento del cost/income ratio dal 46% al 38%, mentre i ricavi saliranno da 7,6 a 9,5 miliardi. La politica dei dividendi prevede un pay-out (percentuale di utile destinata a cedola) del 100% lungo tutto l’orizzonte di piano. Il mantenimento di un indicatore patrimoniale Cet1 del 16% garantirà “una posizione patrimoniale best-in-class” e “un’elevata flessibilità strategica” mentre sul fronte dei crediti deteriorati l’obiettivo è di arrivare a una percentuale netta sul portafoglio crediti dell’1% entro il 2030.

Il piano, approvato nella tarda serata di ieri dal cda del Monte, “segna un deciso cambio di passo nel posizionamento strategico e nella struttura del gruppo, facendo leva sul percorso di trasformazione di successo realizzato negli ultimi anni e sull’integrazione con Mediobanca, con l’obiettivo di creare un gruppo bancario leader, diversificato e competitivo, caratterizzato da solida redditività, robustezza patrimoniale e una maggiore remunerazione per gli azionisti”.

Il piano prevede la fusione per incorporazione di Mediobanca in Mps, “con l’obiettivo di creare un unico gruppo bancario integrato, preservando al contempo le identità distintive, i brand e le aree di eccellenza delle due istituzioni e realizzando appieno il potenziale di sinergie pari a 700 milioni”. L’integrazione avverrà con “un approccio graduale, con il completamento della fusione e dei principali passaggi societari e di governance atteso entro la fine del 2026, seguito dalla piena realizzazione del modello operativo e IT target”.

Al centro del piano, che si avvantaggerà di investimenti digitali per un miliardo di euro, “vi è la valorizzazione di brand iconici, ampiamente riconosciuti e caratterizzati da un elevato livello di fiducia, al servizio di oltre 7 milioni di clienti, e di un franchise commerciale profondamente radicato”. Tale base “è ulteriormente rafforzata da un mix di business altamente diversificato e complementare, che migliora la qualità e la resilienza degli utili nel corso dei diversi cicli economici”.



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