Mps, Bivona scrive al Governo: “A meno di immediati interventi la banca è persa”

Il partner e cofondatore del fondo Bluebell Partners torna all'attacco: "I risultati al 30 Giugno mostrano numeri di una Banca praticamente fallita"

Bluebell Partners torna all’attacco sulla vicenda Mps con una lettera a firma di Giuseppe Bivona inviata al Governo, all’attenzione del premier Conte, del Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e dei sottosegretari Riccardo Fraccaro e Carlo Sibilia.

“Avendo preso visione dei risultati della Banca al 30 giugno 2020 annunciati il 6 agosto u.s., desidero informarVi che a meno di immediati interventi correttivi la Banca è persa e con essa i 5,4 miliardi di euro investiti dallo Stato per acquisire la partecipazione di circa il 70%. Il costo sociale e le conseguenze sistemiche saranno incalcolabili”. Così recita l’incipt del messaggio inviato al Presidente del Consiglio, che vuole denunciare la delicata situazione dell’istituto senese del quale lo Stato è azionista di maggioranza con il 68,2% del capitale sociale.

“I risultati al 30 giugno 2020 – continua Bivona nella lettera – consegnano una Banca che in assenza di una adeguata capacità reddituale (cost/income 75%), ha crediti deteriorati per 11,6 miliardi di euro accantonati solo peril 49% e contenziosi legali per 10 miliardi di euro accantonati per meno del 10% a fronte di un patrimonio netto di gruppo di soli 7,1 miliardi di euro: questi sono i numeri di una Banca praticamente fallita”.

“Al fine di evitare il dissesto e la risoluzione della Banca – prosegue – con le prevedibili conseguenze per il sistema bancario italiano (…) la Banca deve immediatamente attivarsi per fare quanto segue: 1) riconoscere la responsabilità di tutti gli amministratori di tempo in tempo in carica che agendo con colpa grave, dolo e malafede hanno falsificato i bilanci dal 2008 al 2015 (semestrale) ed hanno sottoscritto (2013, 2015) i due scellerati accordi transattivi con Deutsche Bank e Nomura (nel frattempo pure condannate) redatti nella consapevole e documentata proposizione del falso onde nascondere che le operazioni erano
derivati ed impedire alla Banca di veder ristorato il danno e poter esercitare azione di
rivalsa e regresso nelle cause passive; 2) proporre ai soci di deliberare l’azione di responsabilità nei confronti di quegli amministratori che falsificarono i bilanci e che in concreto decisero e sottoscrissero gli accordi transattivi (Profumo, Viola) basati sulla consapevole proposizione del falso (2013, 2015); 3) chiedere al Tribunale di riconoscere la nullità/annullabilità degli accordi transattivi stipulati con Deutsche Bank e Nomura e dei contratti delle due operazioni; 4) promuovere azione risarcitoria nei confronti delle banche estere chiamandole a rispondere di un danno quantificabile in non meno di 7,8 miliardi di euro”.

(Foto: Dagospia)