Cooperative, la Toscana è sempre più “rosa”: donne al 52% tra gli occupati

Di Lorenzo Agnelli | 2 Maggio 2026 alle 20:00

Cooperative, la Toscana è sempre più “rosa”: donne al 52% tra gli occupati

In Toscana l’imprenditoria femminile trova nella cooperazione uno dei suoi terreni più fertili. I dati emersi dall’assemblea di ConfCooperative Toscana restituiscono l’immagine di un settore dove le donne non sono solo presenti, ma determinanti: rappresentano il 52% degli occupati, il 42,3% della base sociale e guidano quasi un quarto delle imprese.

Un dato che va oltre la semplice fotografia statistica e racconta una specificità del modello cooperativo: la capacità di includere e valorizzare il lavoro femminile in misura superiore rispetto ad altri comparti dell’economia regionale.

Il primato femminile: occupazione alta, leadership in crescita

Il primo elemento che emerge è proprio il peso delle donne nel lavoro cooperativo. Superare la soglia del 50% significa collocare la cooperazione tra i settori a più alta intensità femminile in Toscana.

Le cosiddette cooperative “rosa” – cioè guidate da donne – sono oggi il 23% del totale. Un dato significativo, anche se ancora distante dal livello occupazionale: le presidenti si fermano infatti intorno al 28%.

Questo scarto evidenzia un tema strutturale dell’imprenditoria femminile: le donne lavorano molto, ma faticano ancora ad arrivare ai vertici decisionali. Tuttavia, il trend è in crescita e indica un progressivo riequilibrio della governance.

Cooperative e territori: il ruolo nelle aree interne

Un altro dato chiave riguarda la distribuzione territoriale. Un quarto delle cooperative toscane opera nelle aree interne, spesso le più fragili sotto il profilo economico e demografico.

Qui il contributo dell’imprenditoria femminile si intreccia con quello sociale: servizi alla persona, assistenza, inclusione lavorativa e attività culturali. Settori nei quali la presenza femminile è storicamente più forte e che diventano essenziali per contrastare spopolamento e desertificazione dei servizi.

In particolare, le cooperative di comunità – presenti per circa l’80% proprio in queste aree – rappresentano un modello dove impresa e coesione sociale si fondono, spesso con una leadership femminile diffusa.

Meno imprese, ma più solide: cambia il sistema

L’analisi 2019-2025 mostra una contrazione significativa del numero di cooperative: -31,3%, da oltre 3.400 a circa 2.300.

Non si tratta però di un semplice arretramento. Il dato viene letto come una “selezione” del sistema: sono uscite dal mercato soprattutto le realtà più fragili, mentre quelle rimaste appaiono più strutturate e resilienti.

In questo contesto, l’imprenditoria femminile sembra reggere meglio l’urto, consolidando il proprio peso sia in termini occupazionali sia organizzativi.

Il nodo giovani: il vero punto critico

Se il lavoro femminile cresce, quello giovanile invece arretra. Le cooperative giovanili passano dal 4,7% al 2,2% in pochi anni.

È qui che si gioca il futuro del settore: senza ricambio generazionale, anche un sistema solido rischia di perdere capacità innovativa e continuità.

Il tema riguarda direttamente anche le donne: molte delle attuali protagoniste dell’imprenditoria cooperativa rischiano di non trovare una nuova generazione pronta a raccoglierne l’eredità.

Un modello inclusivo, ma ancora incompiuto

Nel complesso, i dati raccontano un modello economico che funziona come leva di inclusione: per le donne, per i territori marginali e anche per l’integrazione sociale.

La cooperazione in Toscana si conferma quindi uno dei pilastri dell’imprenditoria femminile regionale. Tuttavia, restano aperte due sfide decisive: aumentare la presenza delle donne nei ruoli apicali e rilanciare la partecipazione dei giovani.

Due elementi che saranno cruciali per capire se questa “trazione rosa” potrà tradursi, nei prossimi anni, in una leadership pienamente consolidata.

 

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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