Mps: faccia a faccia senza risultati al Mef

Istituzioni al ministero per parlare della banca, ma la situazione non cambia

“Un incontro interlocutorio”. La trasferta romana degli ambasciatori toscani per fare il punto su Mps si è conclusa con un nulla di fatto. Da una parte il territorio, rappresentato dal sindaco, Luigi De Mossi, dal presidente della Provincia, Silvio Franceschelli, da Carlo Rossi, presidente della Fondazione Mps, e da Eugenio Giani, presidente della Regione; dall’altra, i tecnici del ministero di Economia e Finanza. Una sfida impari già in partenza, con il Tesoro che forte del 64% del patrimonio azionario di Rocca Salimbeni, avrà comunque l’ultima parola sulle sorti dell’istituto di credito, Bce permettendo. Realtà ben nota a Franceschelli, che ha descritto così il faccia a faccia: “Siamo consapevoli che rispetto al passato è lo Stato ad avere potere decisionale. Quindi, loro più che altro hanno preso nota”. Messe da parte aspettative e speranze sin dall’imbocco sull’A1, gli emissari hanno puntato sulla compattezza, facendo leva sul legame tra Banca e territorio. “E’ stato un incontro di ascolto delle nostre istanze – ha spiegato il presidente provinciale -. Noi abbiamo presentato le nostre preoccupazioni per un presidio che è fondamentale per Siena quanto per la regione, e su più livelli”. Ragioni che viste da Roma rischiano di apparire poco convincenti, soprattutto perché attorno a Mps si giocano tante partite: e non tutte all’interno dei confini nazionali. Tanto che, al momento, non è stato fissato un altro confronto per fare di nuovo il punto della situazione: “Siamo rimasti che sarà mantenuto un canale tra istituzioni e ministero”. Più interlocutorio di così.