Mps, Fanetti attacca Coppini: "Un’uscita vergognosa". Il ruolo del governo divide Pd e FdI

Il futuro della banca al centro della prima puntata di "A carte scoperte" su Siena Tv

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L’attacco di Alessandro Fanetti a Riccardo Coppini, la richiesta di Nico Bartalini al governo di assumere impegni formali per Siena e la difesa dell’operato dell’esecutivo da parte di Pierluigi De Angelis. Il futuro del Monte dei Paschi ha acceso il confronto nella prima puntata di “A carte scoperte”, il nuovo approfondimento di Siena Tv condotto dal direttore Matteo Borsi, in onda il martedì alle 19:30 e alle 21.

In studio, insieme ai giornalisti Cristian Lamorte e Pino Di Blasio, sono intervenuti il segretario provinciale del Pd Nico Bartalini, il coordinatore provinciale del Movimento 5 Stelle Alessandro Fanetti e il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Pierluigi De Angelis. Al centro della discussione le prospettive della banca, il legame con il territorio e gli appuntamenti del 23 ottobre per la Fondazione e del 29 ottobre per l’assemblea degli azionisti Mps.

Il passaggio più duro ha riguardato l’apertura del presidente della Fondazione Riccardo Coppini all’offerta di Intesa Sanpaolo. Fanetti l’ha definita “un’uscita vergognosa”, contestandone il significato per la comunità senese e il messaggio arrivato alla città dopo mesi di richieste a difesa del Monte.

Per il coordinatore pentastellato, il peso limitato della partecipazione della Fondazione nel capitale della banca avrebbe dovuto suggerire un atteggiamento diverso: “Lo 0,2% non sposta assolutamente nulla”. Coppini, ha sostenuto, avrebbe potuto “continuare con il silenzio istituzionale” oppure esprimersi a favore della banca. “Aveva l’occasione per fare una bella figura e ha fatto il contrario”.

Fanetti si è spinto fino ad auspicare una sfiducia da parte della Deputazione: “Me lo auguro, perché una persona del genere non può ricoprire una carica del genere. Secondo il mio punto di vista”. Nel corso della puntata ha criticato anche la strategia di Lovaglio, sostenendo che l’acquisizione di Mediobanca abbia trasformato il Monte “da predatori a prede”.

Sul ruolo del governo si è concentrato invece Bartalini, che ha chiesto una nuova iniziativa unitaria di Comune, Provincia e Regione per ottenere un incontro urgente con la presidente del Consiglio. Le richieste richiamate dal segretario provinciale del Pd hanno riguardato l’integrità della banca, la permanenza della direzione generale a Siena, la tutela dei lavoratori, del marchio, dell’indotto e dell’accesso al credito.

“Abbiamo bisogno ora di avere delle garanzie da parte del governo”, ha affermato, chiedendo di conoscere gli strumenti che l’esecutivo intenda adottare per tradurre le dichiarazioni contrarie allo smembramento in impegni formali.

Il giudizio politico è stato netto: il governo, secondo Bartalini, “ha usato soldi pubblici per salvare la banca però senza occuparsi del futuro, lasciandola assolutamente al mercato”. E senza garanzie, ha aggiunto, avrebbe un’ulteriore responsabilità: “Lasciare da sola anche Siena, la Toscana e tutto il territorio”.

Anche Bartalini ha criticato il metodo seguito da Coppini: “Il presidente avrebbe dovuto condividere questa scelta almeno con gli enti designanti”. Ha però invitato a concentrare gli sforzi sui prossimi passaggi: “Dobbiamo evitare di disperdere energia, di disperdere attenzione”, rivendicando ancora uno spazio per un’azione istituzionale comune.

Una lettura diversa dell’operato dell’esecutivo è arrivata da De Angelis. Il consigliere di Fratelli d’Italia ha rivendicato il percorso di recupero della banca: “Lovaglio, ma anche il governo, l’ha risanata facendo quella buona politica che serviva al Monte dei Paschi”. Un risanamento che, nella sua analisi, ha permesso a Mps di tornare protagonista sul mercato e di realizzare l’operazione Mediobanca.

“La politica non controlla quello che può accadere sui mercati finanziari”, ha osservato, richiamando i limiti di intervento delle istituzioni locali e la necessità di mantenere una posizione unitaria per difendere il radicamento della banca.

Sull’uscita di Coppini, De Angelis ha riconosciuto che il presidente abbia fatto “un passo avanti un po’ più lungo”, indicando nella riunione della Deputazione generale del 23 ottobre la sede nella quale spiegare le ragioni della scelta, nel rispetto dell’autonomia della Fondazione.

Pur nelle diverse valutazioni sul governo e sulle scelte della Fondazione, i tre esponenti politici hanno richiamato la necessità di tutelare il legame tra il Monte dei Paschi e Siena. In vista dei prossimi appuntamenti, al centro restano le richieste del territorio: difesa dell’occupazione, permanenza della direzione generale e garanzie sul futuro della banca.



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