Mps, i sindacati all'attacco: "Non siamo fiches da poker per la finanza, servono garanzie per tutti"

Fisac Cgil e il Coordinamento Rsa contro l'ipotesi di cedere filiali ad altri acquirenti: "Dietro i conti record ci sono i sacrifici dei dipendenti, non accettiamo che il prezzo lo paghi l'occupazione".

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I risultati da record centrati da Banca Monte dei Paschi di Siena non placano i timori per il futuro occupazionale e l’integrità del Gruppo. Subito dopo la diffusione dei conti relativi ai primi nove mesi dell’anno e la successiva call dell’amministratore delegato con il personale, il Coordinamento R.S.A. della Fisac CGIL MPS ha espresso in una nota ufficiale profonda preoccupazione per l’evoluzione dell’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (Opas) promossa da Intesa Sanpaolo.

Sotto la lente dei rappresentanti dei lavoratori ci sono, in particolare, le ultime esternazioni sui possibili assetti futuri dell’Istituto. “Le posizioni espresse recentemente dall’AD di Intesa sul futuro del nostro Istituto risultano inaccettabili”, spiegano dai sindacati, “perché il valore prodotto deriva dall’integrità organizzativa della rete e dei poli di direzione”. A preoccupare maggiormente è l’ipotesi che alcune filiali debbano essere cedute ad acquirenti alternativi a Unipol per superare eventuali rilievi dell’Antitrust: una prospettiva che, secondo la Fisac Cgil, conferma il rischio che MPS possa essere frammentata in più vendite.

“Questa prospettiva non crea sviluppo”, accusa la nota, “ma implica semmai lo smantellamento e la svendita di unità operative e di chi vi lavora, accettati come ‘effetto collaterale’ rispetto ad obiettivi che nulla hanno a che fare con la crescita di valore per la comunità. Si continua a premiare chi detiene le azioni e non chi produce la ricchezza, rispondendo esclusivamente a logiche finanziarie di mercato anziché industriali”.

Il sindacato rivendica con forza il ruolo fondamentale ricoperto dalle lavoratrici e dai lavoratori nei risultati rivendicati dalla banca: un impegno quotidiano che richiede ora risposte concrete, garanzie occupazionali, ambienti di lavoro adeguati, formazione e certezze per le prospettive dei territori di riferimento, a partire da quello senese.

“Dietro le geometrie e i veti della finanza ci sono migliaia di persone che in questi anni, con enormi sacrifici e dedizione professionale, hanno garantito la tenuta e il rilancio della Banca”, si legge nel documento. “Non è accettabile che il prezzo di queste manovre speculative venga scaricato sull’occupazione e sulle tutele. I lavoratori non sono fiches in una partita di poker fatta di rilanci e dichiarazioni che rimettono continuamente in discussione il loro futuro”.

La Fisac CGIL conclude assicurando che la tutela di tutto il personale rimarrà la priorità assoluta di qualsiasi trattativa e preannuncia la massima mobilitazione: “Metteremo in campo ogni azione per garantire la tutela occupazionale. Nessuno verrà lasciato solo”.



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