MPS, il M5S Siena attacca dopo il vertice al Mef: "Nessun risultato reale, difendere la banca e la città"

Dura presa di posizione del coordinatore provinciale pentastellato Alessandro Fanetti dopo l'incontro a Roma tra il Ministro dell'Economia e le istituzioni locali: "Serviva un impegno sul Golden Power, non false vittorie"

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Non si placano le reazioni politiche dopo l’incontro avvenuto a Roma tra il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e i rappresentanti delle istituzioni locali senesi (Comune di Siena, Provincia di Siena e Regione Toscana) sulla complessa vicenda del futuro del Monte dei Paschi di Siena.

A contestare con fermezza l’esito del vertice al Ministero delle Finanze è il Movimento 5 Stelle di Siena. Attraverso una nota a firma del coordinatore provinciale Alessandro Fanetti, i pentastellati parlano apertamente di un “non-risultato” e criticano la soddisfazione espressa dai vertici locali per il solo mantenimento della quota pubblica del MEF al 4,8%. Secondo la rappresentanza senese del M5S, l’unica vera tutela per i lavoratori, il territorio e il patrimonio di MPS starebbe nell’attivazione del Golden Power per fermare eventuali interventi di smembramento dell’istituto.

Di seguito riportiamo integralmente la nota stampa firmata da Alessandro Fanetti per il M5S Siena.

“Non è nascondendosi dietro false vittorie che si difendono la Banca, il territorio ed i lavoratori. Non risolve nulla celebrare il mantenimento della quota del Ministero in MPS, quando Giorgetti non fa alcuna concessione sul Golden Power.

Le istituzioni locali si sono recate a Roma con l’obiettivo di chiedere al Ministero l’uso di ogni strumento possibile nella difesa di MPS. L’unico strumento con una potenziale efficacia nel contenimento dell’OPAS di Intesa Sanpaolo è il Golden Power, che, con il suo potere prescrittivo o di veto, potrebbe limitare o vietare il progetto di smembramento della Banca.

Giani, Carletti e Fabio sono stati ascoltati dal Ministro Giorgetti e, non avendo ottenuto alcunché di rilevante, sono rientrati in Toscana celebrando un non-risultato: il mantenimento da parte del MEF della quota del 4,8% in MPS.

Lo diciamo chiaramente: il mantenimento della quota lascia il tempo che trova nella vicenda, sia per quanto riguarda la possibilità di incidere nelle decisioni, sia per quanto riguarda la rilevanza nell’adesione o meno all’OPAS. Ciò che contava nell’incontro a Palazzo delle Finanze era riuscire a strappare un impegno politico al Ministro Giorgetti sul Golden Power.

Come Movimento 5 Stelle Siena lo vogliamo dire chiaramente: il nostro giudizio sull’operato del Governo nella vicenda è pienamente negativo. Il Governo ha fallito nella dismissione della quota, creando le condizioni per il risiko bancario che sembra essere pronto a dissolvere MPS, e sembra voler fallire come arbitro, non volendo attivare i poteri speciali in difesa degli interessi pubblici.

Siena è una piccola città e una parte decisiva della sua vita economica si è da sempre svolta al Monte dei Paschi. Negli ultimi vent’anni si è assistito alla parabola discendente che ci ha portato fino ad oggi. Le origini di questo declino sono ben note, e certamente attribuibili per lo più alla sinistra. Oggi, dopo aver ascoltato per vent’anni la cantilena della destra senese sulle colpe storiche della sinistra, assistiamo a un Ministro dell’Economia che se ne lava le mani di fronte alla dissoluzione della banca più antica del mondo.

In un contesto in cui la soluzione di mercato proposta da Lovaglio per MPS viene stroncata dalla stampa finanziaria e in cui le istituzioni locali non sembrano pronte a fare la voce grossa con il Governo, chiediamo questo ai cittadini senesi: vogliamo rassegnarci alla perdita di MPS, oppure è arrivato il momento di gridare il nostro dissenso tra le vie di Siena?”



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