Il marchio storico del Monte dei Paschi di Siena “non è un marchio come un altro”, ma “la traccia di un patto tra un’istituzione economica e la comunità che l’ha generata, per proteggerla e farla crescere”. È da questo richiamo all’identità della banca che prende le mosse la lettera aperta dell’Equipe di Pastorale Sociale e del Lavoro dell’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino sul futuro di Mps, con l’invito a chi dovrà decidere che “qualunque strada si scelga, si tenga fede a questo patto”, fondato “sulla verità detta con libertà e sull’amore per il bene comune”. La lettera è rivolta alla Deputazione generale della Fondazione Mps, ai soci e agli azionisti della banca, oltre che alla Regione Toscana, alla Provincia di Siena, al Comune di Siena e agli altri Comuni del territorio senese. La Chiesa senese precisa di non voler entrare nel merito delle operazioni finanziarie o delle diverse ipotesi sul tavolo, ma richiama l’attenzione sulle ricadute delle decisioni per il territorio. “Dietro ogni cifra ci sono volti, storie, famiglie”, si legge nel documento, che richiama la tradizione di San Bernardino e del Monte di Pietà. L’appello è che il lavoro di chi ha sostenuto il risanamento dell’istituto non venga considerato “una variabile contabile”, che Siena non diventi “periferia di decisioni prese altrove” e che famiglie, piccole imprese, artigianato e agricoltura restino al centro di ogni riassetto. La lettera si conclude con una domanda rivolta ai destinatari: “Quale bene state e stiamo costruendo, e per chi?”.
Mps, l'Arcidiocesi di Siena: "Si tenga fede al patto con la comunità"
Lettera rivolta alla Deputazione generale della Fondazione Mps, ai soci e agli azionisti della banca, oltre che alla Regione Toscana, alla Provincia di Siena, al Comune di Siena
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