“Non erano unni ma fascisti”: diretta ore 17 su Siena Tv e in streaming

A cento anni dall'assalto fascista alla casa del popolo in via Pianigiani la presentazione della ristampa moderna del libro di Guglielmo Boldrini, "Gli unni moderni". Evento organizzato da Cgil e Spi Cgil Siena e Istituto Storico della Resistenza senese e dell’Età contemporanea Vittorio Meoni

A cento anni dall’attentato alla casa del popolo di Siena in via Pianigiani, sede della Camera del Lavoro dal 1905 ma anche di tutte le altre strutture organizzative del movimento dei lavoratori, da parte delle milizie fasciste (4 marzo 1921), un evento per ricordare organizzato da Cgil e Spi Cgil Siena, Istituto Storico della Resistenza senese e dell’Età contemporanea Vittorio Meoni, dal nome “non erano unni ma fascisti”, alle ore 17 in diretta su Siena Tv, canale 90, canale Youtube e in streaming sulla pagina Facebook) e sui profili Facebook di Cgil Siena e Spi Cgil Siena.

Sarà presentata la ristampa anastatica moderna del libro, “Gli unni moderni, come e da chi fu devastata e bruciata la Casa del popolo di Siena”, di Guglielmo Boldrini, classe 1872, sindacalista anarco-libertario già dirigente della Camera del Lavoro di Siena e perseguitato politico sotto il fascismo. Presentazione affidata al segretario Fabio Seggiani, interverranno gli storici Paolo Leoncini, Gabriele Maccianti, Stefano Maggi, Alessandro Orlandini, a coordinare il dibattito Gabriele Viviani, Sindacato Pensionati SPI CGIL di Siena.

L’assalto alla casa del popolo, che faceva seguito ad un altro attacco dell’anno precedente in cui aveva perso la vita il diciottenne ferroviere socialista Enrico Lachi, avvenne con il supporto delle forze dell’ordine che impiegarono anche un cannoncino e a differenza delle tante altre violenze perpetrate dallo squadrismo fascista anche nel  territorio ebbe un’eco nazionale. Fu infatti oggetto di un’interrogazione parlamentare nel corso della quale intervennero due deputati eletti nel collegio senese, il socialista Sesto Bisogni per condannare l’accaduto, il liberale conservatore Gino Sarrocchi per difendere l’operato dei fascisti e delle forze dell’ordine minimizzando i fatti e spostando le responsabilità sulle provocazioni di parte socialista.

(foto da “Il tesoro di Siena”)