Non paga il canone Rai, nei guai albergo della Val di Chiana

La struttura si è dimenticata di pagare il canone speciale Rai per gli esercizi pubblici, non inserito nella bolletta della luce

Prima dell’inizio dell’emergenza epidemiologica che ha visto sospesi gli interventi di natura fiscale, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Siena, avevano intensificato le attività di contrasto alle illecite fenomenologie dell’evasione fiscale, ivi compresa, quella del canone speciale Rai dovuto dagli esercizi pubblici in locali aperti al pubblico o comunque fuori dall’ambito familiare.

Quest’ultima fenomenologia ha costituito oggetto di attento monitoraggio sin dall’inizio dell’anno con specifico riferimento alle spettanze dovute dagli esercizi commerciali aperti al pubblico, i quali al fine di fornire un servizio maggiormente appetibile, specie in concomitanza di eventi sportivi, dotano il proprio locale di apparecchio televisivo.

In tale ambito si inserisce l’attività condotta dalle fiamme gialle senesi che con l’ausilio degli elementi di rischio raccolti, anche grazie al contributo fornito dal protocollo d’intesa in essere tra il Corpo e la RAI, ha permesso di individuare una nota struttura operante nel settore alberghiero della Val di Chiana che si era dimenticata di pagare il canone speciale Rai.

A differenza della tassa ordinaria, che a partire dall’anno 2016 viene inserita nella bolletta della luce, il tributo per gli esercizi pubblici che detengono apparecchi televisivi è dovuto in relazione alla tipologia di attività esercitata ed è proporzionale alla categoria di appartenenza ed agli apparecchi detenuti, variando dagli oltre 6000 euro dovuti da un albergo di lusso ai 200 euro per strutture ricettizie con un solo televisore.

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