Nuovi alloggi per studenti, la proposta di Comitato Siena 2: “Recuperiamo l’albergo di Malizia. In questo modo salviamo il bosco”

Prima di costruire nuove strutture, secondo l’associazione, si dovrebbe lavorare per utilizzare lottizzazioni in disuso da anni

Quello di uno studentato al di fuori delle mura cittadine è un progetto di cui si parla da mesi ormai, ma ora sembra prendere più forma. Il luogo dove dovrebbe sorgere è quello vicino il PalaEstra di proprietà della Polisportiva Mens Sana che sarebbe favorevole alla vendita.

Il progetto è in questi giorni al vaglio dei tecnici, mercoledì è previsto un incontro con i progettisti, nel frattempo è già oggetto di dibattito. A prescindere dall’essere favorevoli o meno, c’è chi sostiene che l’amministrazione, prima di realizzarne di nuove, dovrebbe valorizzare strutture già esistenti ma abbandonate come il complesso alberghiero in Strada di Malizia. L’enorme struttura vanta una superficie utile di oltre 7 mila metri quadrati, oltre al parco annesso e ad un parcheggio coperto pensato per 130 posti auto e 20 posti moto, più un parcheggio scoperto di 1.500 mq.

Un complesso non indifferente, i cui lavori sono iniziati nel 2004 ma evidentemente mai portati a termine e che oggi è tra le vendite giudiziarie con una base d’asta di oltre 5 milioni di euro. Una lottizzazione enorme che salta subito all’occhio all’interno di un vero e proprio polmone verde. Un bosco di circa 3 ettari non molto lontano dal centro che però è abbandonato a se stesso da anni. E’ proprio questo ad essere al centro degli interessi del Comitato Siena 2. Dalla loro proposta di aprire il parco alla città, arriva la conseguente richiesta indirizzata all’amministrazione di prendere in considerazione la struttura, per questo o altri progetti.

“Vorremmo che il bosco venga rilevato dalle istituzioni locali e donato alle città – ha spiegato il presidente del comitato, Roberto Beligni – tra l’altro era previsto anche nei patti iniziali quando partì la lottizzazione dell’albergo. In questi giorni, sentendo parlare del progetto di costruire nuovi alloggi per studenti, ci è venuto naturale pensare: prima di costruire perché non recuperare questo complesso. Anche perché è così da tanti anni, sta andando in malora. Il parcheggio è ormai un enorme fosso, pieno di ferro e ruggine, che raccoglie acqua e il muro che costeggia il bosco è crollato in alcuni punti. Ci rendiamo conto che la cosa non è semplice – conclude Beligni – poi con le scarse risorse a disposizione dei Comuni. Però se tutti i soggetti interessati si mettessero intorno a un tavolo, magari si riuscirebbe a trovare delle soluzioni interessanti. Noi, come associazione che si occupa di ambiente, siamo interessati al fatto che il bosco venga salvato, è un peccato che stia lì a morire”.

T.S.

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