Paycare ha ceduto la totalità delle quote societarie a Comdata

Landini, Fim Cisl: “Indispensabile far mantenere a Comdata gli impegni assunti dalla cedente Nexi nell’accordo sottoscritto al MISE con i sindacati lo scorso mese di ottobre”

La società Pay Care ha ufficializzato ieri 20 febbrario 2019 la cessione totale delle quote societarie da parte della capogruppo Nexi Payments a favore della società Comdata Spa. La cessione era stata annunciata da Nexi alle rappresentanze sindacali lo scorso 16 gennaio. Ricordiamo che Pay Care è l’ex ramo Call Center di Bassilichi/Nexi che ha avviato la propria attività a novembre 2018, che conta in totale ad oggi circa 170
dipendenti con sedi in diversi territori nazionali, dei quali 77 lavoratori nella sede di Siena.
Lo scorso ottobre è stato sottoscritto al MISE un accordo tra la copogruppo Nexi e le rappresentanze sindacali, nel quale venivano garantiti 36 mesi di commesse per tutti I lavoratori a parire dal momento della cessione societaria e la territorialià fino a tutto il 2019.

Quindi Comdata dovrà chiarire quanto prima il proprio piano strategico a partire da quanto già definito nell’accordo Ministeriale possibilmente garantendo la territorialità in prospettiva futura. “Giustamente –dichiara Luciano Landini Segretario della Fim Cisl Siena- i lavoratori sono molto preoccupati in questa fase di incertezza che giunge ad appena tre mesi dalla cessione del ramo d’azienda. Dal momento in cui abbiamo ricevuto lo scorso 16 gennaio da parte di Pay Care l’intenzione di cedere totalmente le quote societarie a Comdata abbiamo richiesto e già effettuato un tavolo specifico presso la Regione Toscana il 25 gennaio, mentre siamo ancora in attesa di una convocazione da parte del MISE. Il 28 febbraio è fissato un incontro a Milano presso Assolombarda nel quale verrà presentata Comdata alle rappresentanze sindacali, quindi sarà un primo confronto nel quale ci auguriamo di far chiarezza sulle prospettive. Comunque facciamo appello a tutte
le Istituzioni locali e regionali affinchè venga convocato quanto prima il tavolo ministeriale per avere una maggior tutela e garanzia in questa importante operazione che vede coinvolta un’azienda storica e circa 80 famiglie del nostro territorio”.

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