PayCare, okay dall'azienda per gli indennizzi: ma ora la parola passa ai lavoratori

Attesa per l'accordo, resta però difficile il collocamento dei lavoratori in altri siti dell'azienda

Di Filippo Meiattini | 29 Gennaio 2026 alle 19:30

PayCare, okay dall'azienda per gli indennizzi: ma ora la parola passa ai lavoratori

Dopo mesi di incertezza sul futuro occupazionale, arrivano i primi spiragli di confronto nella trattativa che riguarda i lavoratori PayCare del sito di Monteriggioni, anche se il quadro resta complesso e carico di preoccupazioni. Nell’incontro di oggi tra azienda e organizzazioni sindacali, successivo all’esame congiunto al Ministero, si è discusso nel dettaglio di un possibile accordo su ammortizzatori sociali e indennizzi, in attesa ora di una proposta scritta da sottoporre ai dipendenti.

“Abbiamo chiesto con forza l’anticipo della cassa integrazione perché c’è l’urgenza di non lasciare i lavoratori senza stipendio – spiega Daniela Miniero, segretaria generale Fiom Cgil Siena – e un indennizzo che non può essere definito un semplice incentivo, ma un ristoro per il danno e il disagio subiti”.
I lavoratori saranno infatti in cassa integrazione straordinaria per cessazione fino al 31 dicembre 2026 e, senza soluzioni occupazionali, dal 2027 rischiano di diventare 35 nuovi disoccupati. “L’azienda – prosegue Miniero – ha aperto alla possibilità di arrivare a un indennizzo fino a 38 mila euro, senza limiti temporali, consentendo a chi non accetta il trasferimento in altri siti Conecta di avere 12 mesi di cassa più l’indennizzo. Resta però molta amarezza: le alternative proposte prevedono spostamenti anche fuori Toscana e contratti peggiorativi dal punto di vista salariale, rendendo di fatto queste opzioni poco percorribili”.

Sulla stessa linea Giuseppe Cesarano, segretario generale Fim Cisl Siena: “L’anticipo della cassa integrazione resta per noi il punto centrale. Sull’indennizzo siamo arrivati a 38 mila euro, ma il nodo più difficile riguarda i tempi: Paycare chiede la certezza della spesa entro marzo 2026, mentre noi rivendichiamo la permanenza in cassa fino a dicembre 2026”.
Criticità anche sull’ipotesi di trasferimento a Livorno: “Per molti lavoratori significherebbe non avere una reale scelta. Abbiamo chiesto soluzioni di telelavoro o smart working, ma le aperture sono ancora parziali”.

Ora si attende la bozza ufficiale dell’azienda. La parola passerà ai lavoratori, chiamati nei prossimi giorni a valutare in assemblea se ci sono le condizioni per arrivare alla firma di un accordo.

Filippo Meiattini

Filippo Meiattini è nato a Siena il 13 gennaio del 1999. A febbraio del 2021 è diventato giornalista pubblicista. Non ama parlare di sé, soprattutto in terza persona.



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