Pd Siena verso il nuovo segretario provinciale, l'area riformista: "Prima i progetti, poi i nomi"

Pronto un documento in vista del congresso: "Priorità alle sfide per un partito di governo"

Di Redazione | 10 Aprile 2026 alle 17:10

Pd Siena verso il nuovo segretario provinciale, l'area riformista: "Prima i progetti, poi i nomi"

Pd provinciale di Siena verso il rinnovo della segreteria; mentre impazza il “totonomi”, l’area riformista concentra l’attenzione sulle sfide che attendono il partito. Lo fa con un documento programmatico in vista del congresso. Ve lo proponiamo in forma integrale

Un nuovo PD per Siena: Riformismo, Radicamento nel territorio e Vocazione di Governo.

Come per il governo nazionale, se il risultato del referendum sulla costituzione sarà tradotto in una conta sui nomi potrebbe risultare un’occasione persa, così il congresso del PD della provincia di Siena non può ridursi alla scelta di un nome, ma serve un progetto di Governo del nostro territorio e della Città.

Il Senso della Sfida: Oltre la Gestione dell’Esistente

È terminata la stagione dell’autosufficienza, anche il nostro territorio si trova in un mondo in continua evoluzione e per questo c’è bisogno del coraggio delle scelte. Non sono più ammesse scelte che mirano alla sola conservazione dell’esistente: occorre cogliere le opportunità contenute nelle innovazioni dei processi e dei prodotti. La frammentazione e le dimensioni ridotte risultano spesso dei perimetri insufficienti per continuare a garantire il percorso di emancipazione e la tradizione del buon governo, che ha sempre caratterizzato le esperienze di governo del centrosinistra nella nostra provincia. Il Partito Democratico è protagonista del governo di quasi tutti i comuni della Provincia di Siena ed anche per questo il prossimo Congresso Provinciale del Partito Democratico di Siena non può risolversi in una stanca liturgia interna o in un semplice riposizionamento delle correnti di pensiero interne all’organizzazione. Ci attendono sfide cruciali, che determineranno il futuro del nostro territorio: il prossimo mandato coinciderà con le elezioni politiche nazionali, con il rinnovo del Consiglio Provinciale e del Presidente della Provincia, con le elezioni nel comune capoluogo ed in molti dei comuni della Provincia di Siena. Davanti a questo scenario, non possiamo limitarci ad amministrare l’ordinario. Il PD senese deve rilanciare la sua naturale vocazione maggioritaria intesa come vocazione di governo, proponendosi come la forza trainante di un nuovo buongoverno capace di unire pragmatismo e visione, di tradurre il profilo ideale in scelte concrete, che parlino direttamente ai bisogni dei cittadini del nostro territorio.

Un Partito Aperto, Snello e Baricentrico

Per affrontare le prossime scadenze, dobbiamo guardare in faccia la realtà: il forte calo degli iscritti rispetto alle stagioni precedenti impone un cambio di paradigma. Abbiamo bisogno di un’organizzazione più snella e di un nuovo regolamento interno che metta fine alla dispersione di forze e risorse. Dobbiamo sfruttare le nuove tecnologie per creare luoghi di riflessione agili, permettendo a tutti gli iscritti di partecipare concretamente alla definizione degli indirizzi strategici. Per contribuire al rafforzamento di una cultura democratica non è proponibile che le scelte possano essere prese da una ristretta cerchia di figure apicali, per poi passare dagli organismi di base solo per una formale ratifica. L’ultimo risultato del referendum dimostra che è possibile aprire una nuova stagione di partecipazione, che è possibile non solo conservare i principi contenuti dalla Costituzione ma di rilanciarne l’applicazione e che questa è una via obbligata per superare quella che può essere definita la stanchezza delle istituzioni democratiche rispetto ai rigurgiti sovranisti antidemocratici. Guai ad illudersi che il risultato del referendum sia di per sé garanzia di un successo alle prossime elezioni politiche, così come dobbiamo essere consapevoli che ogni livello istituzionale è contendibile, se non bene amministrato anche nella nostra provincia. La città capoluogo purtroppo ne è un esempio. L’esperienza della città può essere addirittura paradigmatica in quanto la sconfitta alle ultime elezioni è stata registrata anche dopo una esperienza pesantemente fallimentare del governo delle destre.

Le passate elezioni Regionali hanno evidenziato difficoltà di dialogo che hanno portato la Provincia di Siena ad una funzione più marginale rispetto al passato. La nostra provincia ha bisogno di un rapporto forte e positivo con gli altri livelli istituzionali regionali e nazionali ed anche per questo il ruolo del nuovo Segretario Provinciale sarà molto importante e sarà molto importante non solo per il PD ma per il nostro territorio. Occorre un partito in grado di confrontarsi sulle priorità della nostra realtà, occorre un partito aperto alle istanze sociali uno spazio aperto dove categorie economiche, organizzazioni sindacali, associazioni, società civile, mondo delle imprese possano insieme definire percorsi e progetti.  Solo così, sulla base dei progetti e grazie ad una rappresentanza autorevole potremo ricucire i rapporti con i livelli superiori e fare in modo che Siena torni ad avere un peso politico specifico, uscendo da quell’isolamento che abbiamo pagato a caro prezzo, come dimostrato non solo dalle ultime elezioni regionali. Un passaggio fondamentale riguarda le prossime sfide legate alla selezione della classe dirigente, sia all’interno sia nella rappresentanza istituzionale, in vista delle prossime competizioni elettorali. Le scelte dovranno basarsi sull’individuazione delle figure più adatte a rappresentare il territorio, in una logica di sinergia con i diversi mondi della società senese. Lo diciamo con assoluta franchezza: se vi sono figure che, forti dei propri ruoli, auspicano di utilizzare “triangolazioni” per bypassare gli organismi scelti dai percorsi congressuali, per condizionare la selezione della classe dirigente nei vari passaggi istituzionali, non vogliamo essere complici di dinamiche che riteniamo autoreferenziali e che contribuiscono da tempo ad allontanare i cittadini dalla politica. Il Partito Democratico non è e non dovrà essere mai il comitato elettorale di nessuno, ma deve tornare a essere la casa di tutti, un luogo ed uno strumento per selezionare le energie migliori e il merito.

La Visione per Siena e la sua Provincia.

La nostra provincia in questi anni ha affrontato cambiamenti epocali, da un punto di vista economico, sociale e demografico. In essa c’è una grande varietà di territori, di storie, di culture e di saperi; tutti da considerare, da rispettare, da sviluppare, e armonizzare. Lo stretto rapporto tra centro e periferie è stato e deve continuare ad essere per il nostro Partito e per le istituzioni democratiche una grande occasione di ricchezza non solo economica. Con difficoltà e caparbietà dobbiamo ritagliarci tutti insieme un proprio ruolo in Italia e nel mondo nonostante gli shock continui di questi anni tra guerre e pandemie. È drammatica l’assenza del capoluogo, le destre che governano Siena non hanno saputo fare della città quell’importante motore di sviluppo e centro propulsivo che tutta la nostra provincia giustamente pretende. Per questo serve progettare un futuro nuovo uscendo dagli schemi abituali. La parola d’ordine deve essere “futuro”, un futuro in cui servono idee dirompenti, in grado di innovare e rilanciare un territorio combattivo ma che deve fare i conti con le difficoltà dell’economia nazionale e di un mondo sempre più complesso e competitivo.

In primo luogo, dobbiamo tornare ad avere ruoli importanti in Regione Toscana, c’è bisogno di avere un rapporto organico e diretto affinché il territorio faccia sintesi con una voce unica forte e non con tanti piccoli suoni. La Regione ancora di più oggi è un riferimento centrale per finanziare progettualità innovative di lungo respiro che producano sviluppo, non azioni lenitive volte a rispondere solo a necessità emergenziali.

Al momento Siena non è la vera capitale toscana delle Scienze della Vita. Non è stato fatto abbastanza, c’è bisogno di attrarre nuove realtà industriali nei settori dell’innovazione anche valorizzando l’Università degli Studi di Siena come motore di crescita per il bio-medicale, la robotica e l’intelligenza artificiale. Sempre in questa ottica è fondamentale valorizzare, cogliendo anche le nuove sfide, tutte le vocazioni economiche del territorio, dall’agricoltura alla manifattura, dall’industria al ruolo già citato della ricerca scientifica e delle università.

Tutto questo è impossibile senza rompere l’isolamento fisico del territorio. La nostra provincia soffre di un ritardo infrastrutturale non più accettabile. Oltre al completamento del raddoppio della Siena-Grosseto, sono fondamentali e urgenti l’ammodernamento della Siena-Firenze e della Siena-Bettolle, nuova Cassia, 326 e 327 solo per citare alcune infrastrutture strategiche unitamente al finanziamento del lotto zero. Sul fronte ferroviario, occorre mettere all’ordine del giorno le tratte per Poggibonsi, Chiusi e Grosseto. Sull’alta velocità ci sono stati tanti dibattiti ma nessun atto concreto e questo è inaccettabile e non può non essere un tema da porre in maniera forte e senza tentennamenti.

Strade, ponti, gallerie, trasporti pubblici efficienti su gomma sono essenziali per collegare, tra loro con le grandi linee di comunicazione, le zone più periferiche e quelle montane. Se non altro, ma è solo un esempio, per permettere ai ragazzi e ai giovani un facile accesso ai luoghi principali di istruzione e formazione, anche professionale. In alcuni di questi territori si sono sviluppate sofisticate attività produttive (per es. pelletteria, agro-alimentare, turismo) ed estrattive (per es. geotermia) di grande interesse non solo regionale, ma nazionale ed internazionale. Senza un sostegno, non solo logistico, esse rischiano di perdere la funzione di punto di riferimento economico, ma anche culturale, per molti lavoratori e cittadini. Una funzione che contribuisce a contrastare l’impoverimento demografico.

In questa nuova visione anche le società partecipate possono rappresentare una filiera di sviluppo continuativo e costante. Infatti, queste sono il “braccio operativo” delle politiche pubbliche a favore della collettività in molti aspetti della vita sociale, queste società possono rappresentare una filiera di innovazione sostenibile dentro una dimensione industriale, dobbiamo mantenere il controllo dentro i perimetri di erogazione del servizio coerenti ed omogenei. Il panorama toscano si sta dinamizzando e anche noi nei nostri territori non ci possiamo permettere nessuna forma di isolamento o colonizzazione esterna.

Anche per questo fondamentali saranno le competenze che saranno chiamate a gestire le società che organizzano e gestiscono servizi fondamentali per il nostro territorio. Quello dei servizi pubblici locali sarà un tema di grande rilievo. Su questi ambiti sarà necessaria un’azione che superi il provincialismo ed affronti con ambizione le sfide ambientali e di modernizzazione, trovando un equilibrio tra una visione regionale, che deve necessariamente essere acquisita e l’affermazione della pari dignità dei territori.

Welfare, Ambiente e Sviluppo

La sanità pubblica è per noi un principio basilare e non negoziabile. Tuttavia, per difenderla dai tagli e dai cambiamenti sociali, occorrono scelte organizzative radicali, premiando i meriti di chi ha competenze e professionalità elevate, anche a costo di far saltare equilibri e rendite di posizione. La territorialità dei servizi sanitari, grazie a nuovi modelli organizzativi ed alle nuove tecnologie, sarà fondamentale.

Siamo chiamati a tutelare il nostro patrimonio paesaggistico e agricolo promuovendo l’innovazione, non limitandoci a meri sussidi, e aiutando i comuni a intercettare i bandi europei. L’investimento nell’energia verde deve essere orientato al risparmio e alla tutela ambientale, non deve essere il cavallo di troia di investimenti speculativi che distruggono i territori senza lasciare nulla se non l’arricchimento di pochi.

Sul turismo, dobbiamo lottare per preservare l’autenticità dei nostri centri storici, evitando che si svuotino trasformandosi in “non-luoghi” a uso esclusivo di un turismo di passaggio. Il turismo sarà sempre più competitivo e cercherà sempre più autenticità. Saranno le esperienze e non solo le cartoline a fare la differenza; chi pensa che le rendite di posizione siano immutabili rischia di avere una visione corta ed errata.

Vogliamo una crescita sostenibile: questo significa combattere il consumo di nuovo suolo, promuovendo allo stesso tempo il recupero degli edifici esistenti per garantire spazi alle imprese e abitazioni accessibili. Ma sviluppo sostenibile significa anche dare il via libera in maniera rapida e veloce agli investimenti che portano sviluppo e posti di lavoro, per cui chi investe da noi in maniera seria non può diventare ostaggio della burocrazia e della polemica politica. Occorre semplificare i percorsi autorizzativi che sono necessari per consentire l’insediamento di attività produttive.

Tra i temi prioritari da affrontare vi sono l’invecchiamento della popolazione ed il progressivo impoverimento delle famiglie. Diventa quindi centrale il sostegno a nuovi modelli di welfare, capaci di rispondere ai bisogni degli anziani ma anche ai fenomeni di esclusione sociale e marginalità delle nuove generazioni ed alle difficoltà delle giovani coppie. C’è un tema relativo ai dati demografici che invita tutti a mettere in atto politiche comuni per invertire la tendenza.

Nell’avanzare una proposta politica per una provincia come quella di Siena, occorre adottare una lettura della realtà che tenga conto anche di fattori nuovi e che guardi realisticamente al futuro.

Ci sono fenomeni sui quali possiamo agire nel breve periodo, ed altri che, con fatica, si possono orientare diversamente solo nel lungo periodo. Uno di questi fenomeni, come già richiamato, è la demografia che è sempre di più il convitato di pietra di tante riflessioni e di cui forse teniamo poco conto. Nelle settimane scorse siamo stati informati che tre punti nascita del nostro territorio assistono l’arrivo in questo mondo di 1700 fra bambini e bambine all’anno; grande problema per la sostenibilità dei medesimi punti che noi vogliamo difendere nella loro totalità. Bisogna essere attenti a guardare la luna oltre il dito che la indica. Nello stesso anno, infatti, sono deceduti circa 3200/3300 senesi fra uomini e donne e sarà così per i prossimi 25/30 anni; il tempo di una generazione, quella del baby boom, prima degli anni 70. Guardiamo la luna: ogni anno perderemo più di 1500 abitanti e ogni anno avremo più di mille lavoratori in meno nel mercato del lavoro e la provincia avrà, alla fine del periodo considerato, 230 mila abitanti. Ottimisticamente, anche se da subito si arrestasse il declino demografico e si invertisse la tendenza, l’ingresso della prima generazione nel mondo del lavoro avverrebbe tra 25 anni. Misure ed interventi sulle politiche sociali, sui sistemi produttivi, sui servizi pubblici e privati, sui sistemi formativi non possono prescindere da questa consapevolezza, che pertanto deve orientare a 360 gradi la nostra riflessione e proposta politica. Mercato del lavoro, immigrazione, produttività, AI, investimenti e territorio acquistano sfumature e caratteri diversi alla luce di questi indicatori.

Su questi temi, così come su nuovi modelli di sviluppo economico, dovrà orientarsi anche il mandato che le istituzioni designanti conferiranno alla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, chiamata nelle prossime settimane a nominare la nuova governance.

Una Classe Dirigente Pronta a Scendere in Campo

Oggi più che mai, la Provincia di Siena ha bisogno di una guida sicura, di una politica matura che sappia coniugare crescita economica ed equità sociale. Noi offriamo questa piattaforma alla discussione di tutto il partito, non come un libro dei sogni, ma come un’agenda di lavoro concreta.

Il nostro vuol essere un contributo ed uno stimolo alla discussione; non ha la pretesa di essere esaustivo ma nasce per aprire la strada ad un confronto ed un percorso, che ci auguriamo sia condiviso e di sviluppo per la nostra organizzazione e soprattutto per il nostro territorio.

È il momento di una nuova visione, dell’apertura di una fase storica che guarda solo ed esclusivamente al futuro.

C’è una classe dirigente radicata nei territori che deve assumersi le proprie responsabilità, per guidare questa nuova fase e scendere in campo per costruire un Partito Democratico che guarda al futuro e allo sviluppo dei nostri territori.

 



Articoli correlati