Un viaggio lungo una vita inquieta e luminosa, da Casarsa a Bologna, da Roma a Napoli, fino a New York e all’Africa. Un attraversamento profondo dell’opera e del pensiero di Pier Paolo Pasolini, intellettuale capace ancora oggi di interrogare il presente.
È questo il senso di “Pier Paolo Pasolini. Le parole che restano”, l’incontro in programma oggi, mercoledì 21 gennaio, alle 17.30 a Siena, nelle Stanze della Memoria di via Malavolti 9.
L’iniziativa propone un percorso tra poesia, narrativa, cinema e polemica civile, restituendo la complessità di una delle figure più decisive del Novecento italiano. “Un lascito da non trascurare per vivere il nostro tempo”, spiegano gli organizzatori, sottolineando l’attualità di un autore che continua a parlare alle coscienze, a cinquant’anni dalla sua morte.
A intervenire saranno Filomena Cataldo, docente e blogger, Francesco Ricci, scrittore e docente, autore del saggio “Lessico essenziale” (Primamedia editore), e Laura Mattei dell’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Siena. La serata sarà arricchita dall’accompagnamento musicale di Silvia Tosi, a sottolineare il dialogo tra parola e suono.
Un intellettuale senza confini
Poeta, romanziere, regista, drammaturgo, saggista, giornalista e pittore, Pier Paolo Pasolini (1922-1975) è stato un artista poliedrico e radicale. Il suo incessante sperimentalismo ha attraversato linguaggi e discipline diverse, dando vita a un corpus sterminato di oltre trentamila pagine.
A mezzo secolo dalla tragica morte all’Idroscalo di Ostia, avvolta ancora dal mistero, la sua figura resta centrale nel panorama culturale italiano e sempre più riconosciuta a livello internazionale, con una ricezione critica ormai solida e duratura anche all’estero.
Un pomeriggio di riflessione e memoria, per riscoprire Pasolini e le sue parole: parole che restano, perché continuano a interrogare il nostro presente.
