Presunto stupro a Chianciano, la 17enne: "Davanti a me il buio, non posso salire in pedana e vedere quei tre"

Lo sfogo della giovane al Messaggero: "Non posso salire in pedana e vedere di nuovo quelle persone, le stesse che mi hanno fatto del male. Mi mettono paura, ma io non voglio abbandonare la scherma"

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Continua a tenere banco il caso del presunto stupro di una schermitrice 17enne uzbeka che sarebbe avvenuto ai primi di agosto durante un ritiro a Chianciano Terme. In attesa della conclusione delle indagini – sono indagati due maggiorenni e un terzo minore, la cui posizione è appannaggio del tribunale dei Minorenni – la ragazza ha affidato le sue parole a il Messaggero, in attesa dell’incidente probatorio richiesto per cristallizzare e verificare i riscontri del suo racconto.

“Sto cercando di non leggere le notizie che mi riguardano perché purtroppo mi fa male, malissimo. Rivivo la stessa angoscia – è lo sfogo raccolto -mi guardo allo specchio e mi vedo come se fossi a pezzi, una persona danneggiata. Non riesco a dormire, fatico a concentrarmi, davanti a me vedo il buio. So che tutti sono preoccupati per me e questo mi dispiace” racconta.

“Come faccio a fare le gare – continua la giovane campionessa della squadra dell’Uzbekistan – se ci sono quei tre? Non posso salire in pedana e vedere di nuovo quelle persone, le stesse che mi hanno fatto del male. Mi mettono paura, ma io non voglio abbandonare la scherma” assicura la giovane.



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