Dopo 28 anni di attesa, il Nicchio torna a vivere un Palio dell’Assunta da protagonista. L’assegnazione ha baciato la Contrada dei Pispini con Anda e Bola, uno dei tre cavalli considerati di prima fascia, e nel Nicchio l’entusiasmo è inevitabilmente alle stelle.
A raccontare il clima che si respira nel rione è il capitano Fabio Giustarini: “Dopo tanti anni, giustamente è un cavallo competitivo, un cavallo che ha vinto nella rivale, per cui l’entusiasmo c’è. Quattro giorni di festa, nel senso per goderci effettivamente la festa, poi quello che sarà il Palio si vedrà”.
Anda e Bola sarà chiamato a confrontarsi con gli altri due grandi nomi usciti dall’assegnazione, Diodoro nella Lupa e Benitos nell’Aquila, quest’ultima reduce dalla vittoria di luglio. Giustarini non indica una favorita assoluta: “Sono tutte e tre allo stesso livello. Anche Benitos, forse, non so, può essere anche superiore. Ma sono tre cavalli e poi dipende dalle situazioni di mossa, dipende da tante cose”.
Un equilibrio che rende ancora più difficile fare pronostici. E per il Nicchio c’è un elemento ulteriore: la fame di una Contrada che aspetta il successo dal 1998: “Sono tre Contrade importanti, l’Aquila vincitrice di luglio, e poi la fame viene mangiando, come si dice. A noi ancora di più, da 28 anni”.
Il ritorno di Tittia
Su Anda e Bola ci sarà Giovanni Atzeni detto Tittia, un fantino che per Giustarini rappresenta anche una storia personale. Il capitano del Nicchio lo aveva infatti scelto quando era appena diciassettenne: “Io l’ho preso, aveva 17 anni, perché mi sembrava uno che ascoltava prima di tutto e aveva voglia di arrivare. Queste sono le doti per un principiante, credo, essenziali”.
Da allora la carriera di Atzeni è cresciuta fino a trasformarlo in uno dei grandi protagonisti del Palio. Giustarini, però, distingue il rapporto umano dal ruolo che oggi ricopre: “Il rapporto personale è una cosa, poi il rapporto tra capitano e fantino è un’altra cosa. Sarebbe condizionante, anche da un punto di vista veramente umano Il rapporto personale c’è, è continuo, è bello. Poi se si ha avuto anche la fortuna di potersi ritrovare, diciamo, in Piazza sono contento io e credo sia contento anche Giovanni”.
E ripensando a quel giovane fantino di 17 anni, Giustarini ammette di averne intuito le potenzialità, anche se forse non immaginava dove sarebbe arrivato: “No, così magari no, ma che sarebbe stato un protagonista sì. Poi naturalmente lui ci ha messo molto del suo e credo che non si possa dir nulla da questo punto di vista”.
Le indicazioni sulla mossa
Infine il capitano del Nicchio commenta anche l’incontro con il mossiere, nel quale alcune Contrade hanno chiesto chiarimenti sulle procedure della mossa: “È stato chiesto da una o due Contrade alcune precisazioni sul rispetto dell’articolo del regolamento che prevede la mossa, la rincorsa, queste cose lì. Molto generiche”.
Per il Nicchio, dunque, il Palio di agosto mette insieme un’attesa lunga 28 anni, un cavallo da prima fascia e il ritorno in Piazza con Tittia. Gli ingredienti per sognare ci sono tutti. Ma, come sottolinea Giustarini, il Palio resta una storia tutta da scrivere.