Processo cavalli scambiati, le difese: “Animalisti e Comune non possono stare in giudizio”

Gli avvocati contestano l’assenza di rapporti di territorialità col Palio di Siena e la mancata partecipazione dei cavalli al Palio. Il giudice Costantino rinvia la decisione al 15 giugno

Si è tenuta oggi la nuova udienza del processo per i cavalli scambiati. Dopo il rinvio dello scorso 11 maggio, al Tribunale di Siena si è discusso dinanzi al giudice Luciano Costantini delle questioni preliminari e delle eccezioni delle difese degli imputati all’ammissione delle parti civili, 8 in totale, tra le quali figurano anche il Comune di Siena e varie associazioni animaliste e ambientaliste (due delle quali guidate da Michela Brambilla).

I legali degli imputati (accusati a vario titolo di falso ideologico per soppressione, violazione di sigilli e frode processuale, maltrattamento ed uccisione di animali, commercio ed impiego di farmaci non consentiti) Enrico De Martino per Luigi Bruschelli, Lorenzo De Martino e Beniamino Schiavone per Enrico Bruschelli, detto Bellocchio e Luigi De Mossi per Sebastiano Murtas hanno chiesto che le parti civili non vengano legittimate a stare in giudizio: le associazioni animaliste per via dell’assenza di rapporti di territorialità col Palio di Siena, il Comune poichè i cavalli in questione non avrebbero di fatto poi partecipato al Palio. Fabio Pisillo, legale dell’Amministrazione, ha ribattuto sostenendo che comunque gli animali hanno affrontato tutto l’iter di addestramento e selezione precedente alla carriera.

L’avvocato del veterinario Benedetti ha eccepito infine sull’indeterminatezza dei capi di imputazione a carico del suo assistito. Il giudice Costantino, dopo 3 ore di discussione, ha scelto di riservarsi la decisione sulle proposte fatte e ha rinviato tutto al 15 giugno.

 

 

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