La Lega provinciale di Siena scende in campo per la difesa dei punti nascita di Campostaggia e Nottola e chiede che venga evitato quello che definisce uno “scaricabarile contro il Governo nazionale”. Una presa di posizione che arriva dopo il parere del Comitato Percorso Nascita nazionale del Ministero della Salute: per Campostaggia è arrivato il no alla deroga, mentre per Nottola è stata concessa una proroga di dodici mesi.
Il Carroccio senese ribadisce la propria contrarietà a qualsiasi ipotesi di chiusura. “La Lega provinciale di Siena è per la salvaguardia di tutti i servizi che riguardano i cittadini che vivono nelle aree interne. Ancor più se questi servizi sono legati al settore sanitario”, si legge nel comunicato. Da qui l’impegno annunciato per il mantenimento dei due presidi: “La delicata questione dei punti nascita della provincia di Siena, con la minaccia di chiusura in tempi brevi, ci trova fortemente contrari e ci batteremo per il loro mantenimento”.
Il nodo politico, però, è soprattutto sulle responsabilità. La Lega contesta infatti la lettura della vicenda che individua nel Governo nazionale il principale responsabile delle possibili chiusure. “Visto che il sottofondo politico delle varie prese di posizione conduce ad una responsabilità del Governo – sostiene il partito – ci chiediamo se tutto questo fermento non voglia essere un’azione distrattiva per nascondere, in verità, potenziali colpe della Regione Toscana”.
Nel mirino del Carroccio finisce quindi la gestione della sanità regionale, definita “disastrosa”, con un riferimento anche al “debito plurimilionario” che, secondo la Lega, avrebbe conseguenze sulla capacità di garantire servizi adeguati nelle aree interne.
La Lega riconosce però che all’origine della vicenda ci sono le disposizioni nazionali sui volumi minimi di attività. Il riferimento è ai parametri introdotti dalle direttive ministeriali per il mantenimento dei punti nascita, che prevedono la soglia dei 500 parti annui. “È vero che le direttive ministeriali, legge del Governo Renzi con Ministro della Sanità Lorenzin, avevano introdotto dei parametri numerici per il mantenimento dei punti nascita”, ammette il partito. Ma, secondo la Lega, questo non esaurirebbe la possibilità di intervento della Regione: “È pur vero che la Sanità è di competenza regionale e pensiamo che tali presidi la Regione li possa sostenere anche oltre le linee guida ministeriali”.
La posizione del Carroccio, dunque, è quella di tenere distinti il piano delle responsabilità istituzionali e quello della difesa dei servizi. Da una parte la Lega ribadisce la volontà di “difendere i punti nascita della nostra provincia”, dall’altra invita a non attribuire al Governo nazionale ogni responsabilità per la situazione che si è venuta a creare.
Una vicenda che resta quindi aperta: per Campostaggia il parere nazionale è negativo sulla richiesta di deroga, mentre Nottola ha ottenuto un anno di tempo. La Regione Toscana ha già manifestato la propria contrarietà alla decisione e annunciato l’intenzione di proseguire il confronto con il Ministero. Sul territorio, intanto, cresce il fronte politico e istituzionale contrario alla chiusura dei due punti nascita.