Rete servizi sociosanitari territoriali, Cgil Siena: “E’ il momento di implementarli concretamente”

CGIL, FP CGIL e SPI CGIL Siena: "Ad oggi il piano di investimenti elaborato dalla ASL prevede interventi solo sui presidi ospedalieri per circa 100 milioni di euro e nemmeno un centesimo sullo sviluppo dell’assistenza socio sanitaria nel territorio"

“Gli incontri avuti con la dirigenza della ASL Toscana Sud Est che si sono svolti nei giorni scorsi hanno confermato che l’Azienda non ha alcuna programmazione e pianificazione dei servizi sociosanitari di prossimità da aprire nel territorio provinciale per essere più vicini alle esigenze di salute dei cittadini”. Rete servizi sociosanitari territoriali, lo affermano CGIL, FP CGIL e SPI CGIL Siena.

“Infatti ad oggi il piano di investimenti elaborato dalla ASL prevede interventi solo sui presidi ospedalieri per circa 100 milioni di euro e nemmeno un centesimo sullo sviluppo dell’assistenza socio sanitaria nel territorio – è la critica dei sindacati – A seguito delle richieste delle organizzazioni sindacali e richiamando il dettato previsto dal protocollo sottoscritto con la Regione Toscana sono stati previsti nelle prossime settimane degli incontri con le tre Società della Salute per verificare la situazione e l’attuale funzionalità dei servizi sociosanitari territoriali in essere e confrontarsi sulle necessità di nuove strutture come le Case della salute o gli Ospedali di comunità. Nella nostra provincia sono attive solo 4 Case della salute, mentre in quella di Arezzo arrivano a 18, una differenza dovuta essenzialmente all’indisponibilità, per non dire ostracismo, da parte dei Medici di famiglia, oltre alla disomogeneità di programmazione della ASL TSE e delle SdS che crea disparità di accesso alle cure e ai livelli assistenziali da garantire ai cittadini”.

Ancora i sindacati: “Questo tipo di approccio all’organizzazione dell’assistenza ha bloccato sino ad oggi l’attivazione delle CdS di Sinalunga e di Colle di Val d’Elsa. Gli stanziamenti previsti dal PNRR, destinati essenzialmente alla rete di sanità territoriale, alle cure intermedie e all’assistenza domiciliare, impongono che il ritardo nella pianificazione venga colmato al più presto ed i tavoli anche progettuali che si dovranno aprire nelle Società della Salute saranno perciò fondamentali. Nel frattempo la ASL Toscana Sud Est non può certo pensare di agire autonomamente come ha fatto per la Casa della Salute di Fontebecci, dove non sono stati implementati i servizi ai cittadini ma di sicuro incrementati i costi, piuttosto dovrà sviluppare il confronto con le rappresentanze sociali e il coinvolgimento delle Amministrazioni locali prima di procedere con qualsiasi decisione”.