Risoluzione Mps, Consiglio regionale approva a maggioranza: “Rinviare privatizzazione”

“Prolungare presenza pubblica nel capitale banca e rinviare privatizzazione, salvaguardare occupazione e il marchio e Siena mantenga cuore direzionale”. Al documento unitario non si associa Fratelli d'Italia, che ha scelto di astenersi

“Non è questo il momento, in piena pandemia, per pensare a rimettere sul mercato una grande banca come Mps, con un percorso di risanamento ancora da completare. In questo senso, è stato importante oggi trovare la pressoché totale unanimità in Consiglio per approvare una risoluzione congiunta nella quale si mettono a fuoco alcuni indirizzi fondamentali da dare alla giunta regionale per la sua azione. Oggi scriviamo una bella pagina della politica, una sintesi unitaria che rafforza l’azione del presidente della Regione e che, spero, possa essere di buon auspicio per il futuro”.

In queste parole la sintesi del pensiero del capogruppo del Pd in Consiglio regionale Vincenzo Ceccarelli, nel commentare la risoluzione approvata in Consiglio a larghissima maggioranza, con i voti di Pd, Italia viva, M5s, Lega e Forza Italia e lastensione di Fratelli dItalia. Una risoluzione unitaria per dare al presidente Giani la forza di portare una posizione largamente condivisa dal Consiglio regionale, come ha dichiarato il presidente Antonio Mazzeo. Il testo ha sostituito le quattro proposte di risoluzione inizialmente presentate, tutte ritirate (anche quella di FdI). Approvato allunanimità, invece, un ordine del giorno di Fratelli dItalia che chiama il presidente della Regione a riferire quanto prima allAssemblea toscana i suoi intendimenti riguardo al ruolo di Fidi Toscana.

Nel testo della risoluzione, scaturita da una rivisitazione condivisa con gli altri gruppi consiliari del documento presentato dal Pd, si impegna la giunta regionale a perseguire alcuni obiettivi ritenuti strategici per il territorio e per il futuro della banca. In particolare: “la tutela delle professionalità interne e la salvaguardia occupazionale della forza lavoro; Proseguire, in collaborazione con i livelli istituzionali del territorio, il confronto istituzionale  aperto con il Governo nazionale a difesa del risparmio e del credito in Toscana, nella ricerca delle migliori soluzioni tecniche possibili per garantire un futuro solido a Banca Monte dei Paschi di Siena, in quanto presidio economico ed occupazionale strategico per il territorio senese e toscano, all’interno di un progetto dal respiro nazionale ed europeo; a valutare, qualora possibile, in coordinamento con il Comune e la Provincia di Siena e la Fondazione MPS, al Governo nazionale e alla Commissione europea: il prolungamento del mantenimento della partecipazione pubblica nel capitale della Banca, con il rinvio della privatizzazione; un’ulteriore proroga della norma sul golden power, esigenza dettata dalle mutate condizioni economiche e sociali che l’emergenza pandemica comporta; rimarcare all’interno di tale interlocuzione con il Governo, nel pieno rispetto di ruoli e delle regole di mercato, alcune azioni fondamentali per l’azienda e per il territorio, ovvero: la salvaguardia del marchio e dell’integrità di Banca Monte dei Paschi di Siena, quale valore industriale determinante; la permanenza del cuore direzionale della Banca MPS a Siena, come valore fondamentale nell’azione di consolidamento e rilancio dell’istituto bancario”.

La risoluzione approvata, infine, impegna la giunta regionale anche ad “attivarsi, per quanto di propria competenza, per sostenere un percorso che, in prospettiva,  punti a valorizzare Banca MPS al fine di favorire la sua tenuta sul mercato, determinare ulteriori processi di crescita e strutturarne un consolidamento tale da avere in Toscana la sede e la governance del terzo polo bancario a livello nazionale, opzione possibile favorendo un’aggregazione tra soggetti economici paritetici; a rappresentare al Governo nazionale l’importanza di favorire, a livello normativo, la creazione di una o più banche di standing nazionale di “secondo livello” che supportino le banche territoriali, quali anche le banche cooperative e le banche popolari; a valutare la possibilità e la necessità di esaminare le ragioni di credito della fondazione Monte dei Paschi di Siena, la quale ha promosso una richiesta di risarcimento verso la Banca MPS, e ad adoperarsi per favorire, per quanto di propria competenza, una composizione della controversia – se necessario anche attraverso un advisor – a tutela del territorio e del bene dei cittadini toscani”.

“Dai cigni neri che hanno messo in crisi più volte la ripresa del Mps fino ad arrivare ai giorni nostri”. Ha usato questa digressione Anna Paris (Pd), per tracciare il senso del suo intervento, con cui si è aperto il dibattito in Aula. Un intervento iniziato con l’immagine di una banca vista come “preda circondata da avvoltoi”, con lo Stato in oggettiva difficoltà per il periodo della pandemia. La consigliera ne ha quindi ripercorso le tappe. partendo dall’acquisto di Antonveneta, la crisi del 2011, le nuove regole di Basilea 3, la direttiva del 2016 sulla risoluzione delle crisi bancarie, fino ad arrivare al dicembre 2016, quando JP Morgan e Mediobanca si ritirano da Mps, che rimane sola. Da qui la richiesta di tempo per andare sul mercato e il rifiuto opposto dalla Bce. Paris ha ricordato che Mps oggi è una banca che risponde per il 68 per cento alle Pmi, che è al servizio di un territorio capace di attrarre investimenti, spaziando dall’agricoltura green alle nuove tecnologie, dalla logistica alla meccanica. “Io chiedo di superare gli impegni temporali con l’Europa – ha concluso Paris – per poter attuare un percorso di risanamento della banca, che necessita di capitale dallo Stato, per salvaguardarne l’integrità, il marchio, e il valore che Mps ha per Siena e per la Toscana tutta”.

Dal grazie per la discussione in Aula sulla “prima azienda” della nostra regione ha preso le mosse l’intervento di Stefano Scaramelli (Iv), che ha parlato del compito della politica: “Spetta a noi accompagnare i processi futuri, presentare ipotesi e idee, chiedendo al Governo di non abbandonare il dossier Mps, una banca che per Siena e la Toscana è storia, cultura, identità, passato, lavoro, futuro, relazione straordinaria con il territorio”. Ed esprimendo fiducia nel presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi sul fatto che potrà rinegoziare con l’Europa norme concepite prima della pandemia, il consigliere si è concentrato sulla finalità, sull’ambizione cui tendere: “Dobbiamo far imanere Mps soggetto economico forte, coprotagonista di un processo di consolidamento e di crescita”. “Alla politica spetta il compito di definire questo obiettivo strategico e di accompagnare il Governo nel processo”, ha continuato Scaramelli, guardando a due aspetti principali: il ruolo delle Fondazioni bancarie e i livelli occupazionali, da difendere e far crescere in futuro. “A lei, presidente Giani, spetta l’impegno di presentare una Toscana ambiziosa, che intende mantenere testa e cuore di Mps a Siena, quale elemento unico e di forza, non solo a livello regionale ma anche nazionale”, ha concluso.

 

Per Marco Landi (Lega) “la politica deve dimostrare un cambio di marcia”, per dare una spinta e una visione strategica a Mps, senza disconoscere il territorio di riferimento, andando oltre le debolezze e le appartenenze politiche. “La politica – ha detto – è necessaria per difendere il futuro di Siena e dei suoi cittadini, il futuro della Toscana e dei suoi cittadini”.  Da qui la sottolineatura circa la necessità di una azione politica responsabile, che non può permettersi di sbagliare, e che abbia come primo obiettivo la difesa di una banca regionale, che tutela le risorse del territorio e salvaguarda i livelli occupazionali. “A lei presidente Giani il compito di intraprendere questo percorso – ha concluso Landi. – Noi saremo al suo fianco: Siena e la Toscana non possono più essere ingannati”.

Francesco Torselli (FdI), partendo da Mps come “banca non normale”, dal punto di vista storico e di diffusione capillare sul territorio, nonché per il legame a doppio filo con una parte politica in Toscana, si è concentrato in particolare sulle azioni del Governo e sulla salvaguardia dell’istituto di credito. Questi i punti principali affrontati: il rinvio di almeno due anni del tempo necessario alla riprivatizzazione di Mps; la salvaguardia degli sportelli sul territorio; il mantenimento del brand e della direzione generale a Siena. E ha invitato ad alzare il tiro sulla sfida: “Mps non è un caso unico, siamo chiamati ad aspettare il prossimo”. Quindi ha accennato alla competenza di Draghi nel rivedere la normativa sulle banche cooperative e popolari, invitando la Regione a ripensare al ruolo di Fidi, “non certo marginale per l’asset strategico in Toscana”.

Elisa Tozzi (Lega), dopo aver dichiarato di aver apprezzato gli interventi dei colleghi Paris e Scaramelli, ha ricordato che la Banca ha già presentato un piano strategico con un Mps che prevede utile dal 2023, invitando a focalizzare l’attenzione sul management. “Accanto alla determinante funzione del Tesoro sulla ricapitalizzazione – ha spiegato – auspichiamo che Mps mantenga un ruolo centrale. E Occorre anche imporre un management all’altezza; la sfida può essere vinta solo con le professionalità adeguate”. A tal proposito la consigliera ha ricordato che Mps aveva una sua banca verde, che è stata fusa, mossa che oggi non sarebbe stata compresa. “Le scelte strategiche e le persone giuste sono fondamentali – ha concluso – per un Mps all’altezza del futuro e dell’ambizione della Toscana”.