Robur, casting dei pretendenti. Attesa la decisione del sindaco

Si susseguono gli incontri tra De Mossi e gli aspiranti al titolo sportivo. A chi sarà concessa la mano? Entro domani la decisione

Sono ore decisive queste per scrivere il futuro della Robur. In Comune si stanno susseguendo gli incontri tra gli aspiranti al titolo sportivo e il sindaco Luigi De Mossi, chiamato al difficile compito di affrontare un vero e proprio “casting” e selezionare il pretendente più affidabile.

A chi sarà concessa la mano per un matrimonio che si spera possa essere più duraturo e felice rispetto a quello del Siena bis 2014-2020, targato Ponte e Durio?.

In corsa restano i nomi noti, dalla cordata armena della Berkeley Holding, già in rampa di lancio per subentrare prima della mancata iscrizione alla Serie C – che ha disvelato parlando a la Nazione alcuni dei suoi progetti e annunciando come ds in pectore Andrea Grammatica, ex dirigente delle giovanili della Spal – passando da Franco Fedeli, ex presidente della Sambenedettese e titolare di un’azienda operativa nella grande distribuzione nel centro Italia, fino alla cordata di Tito Corsi e Benedetto Mancini. Anche altri soggetti hanno mostrato interesse relazionandosi con il sindaco: il tempo stringe, visto che entro mercoledì 26 dovrà essere perfezionata l’iscrizione alla Serie D. Una decisione sará presa entro domani: la posizione del primo cittadino è netta.

“Ho richiesto – ha detto nei giorni scorsi De Mossi – esplicitamente basi solide agli imprenditori che hanno manifestato interesse alla rifondazione della società sportiva bianconera. E’ finito il tempo di chi veniva qui per “prendere” invece di impegnarsi con risorse proprie con l’obiettivo di far crescere lo sport e la città.Non voglio ricevere meteore del calcio, ma solo gruppi che oltre ad essere realmente interessati al futuro della Robur siano solidi e trasparenti. E in particolare a sposare un progetto sportivo e strutturale a lungo termine. Tutto questo per il rispetto che si deve a Siena, alla sua storia, ai tifosi, ai dipendenti della vecchia società, ai fornitori, agli atleti delle squadre giovanili e al settore femminile. Sono fortemente convinto che le partite si vincono prima in Società e poi sul campo”.