Dopo il caso Embraco la scure dei licenziamenti si potrebbe abbattere anche sul sito produttivo senese: la città rischia l’ennesimo tracollo occupazionale
E’ sempre più nuvoloso il cielo sopra la Whirlpool, e di conseguenza sopra Siena. Come ammesso stamani dal governatore della Regione Toscana Enrico Rossi nel corso di un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, la crisi nazionale del colosso aziendale potrebbe abbattersi, e furiosamente, pure sulla città del Palio che sarebbe investita così dall’ennesimo tracollo occupazionale: si parla, per ora solo ufficiosamente, di 150 soggetti a forte rischio esubero. Una cifra che fa paura.
La gravità della situazione confermerebbe le preoccupazioni espresse negli ultimi giorni da sindacati e lavoratori attraverso varie dichiarazioni e appelli: i problemi principali riguardano come noto la scadenza imminente del contratto di solidarietà e la drastica riduzione dei volumi di produzione, che costringe la metà degli operai a stare a casa. La sede senese, specializzata in frigoriferi, ospita attualmente 400 dipendenti: se entro l’anno non si troveranno adeguate soluzioni lo sfoltimento del personale sarà una drammatica realtà. La vicenda Embraco ci dice che non si andrà probabilmente molto per il sottile.
La pesante crisi in cui è piombata l’azienda stride con la grande festa celebrata a inizio dicembre per i 50 anni di storia del sito produttivo Emea, dove parteciparono le principali cariche istituzionali cittadine e regionali: annunci in pompa magna e grandi proclami, tra cui la presentazione della nuova linea Iconic Fridge KitchenAid. “Questa realtà – disse Rossi – è una delle fabbriche pulsanti nella Toscana del sud, una specializzazione a cui non intendiamo rinunciare e che abbiamo difeso negli ultimi anni, attraverso il protocollo d’intesa del 2011 a salvaguardia dell’occupazione attraverso un contratto di solidarietà. Questo sito, nonostante la crisi economica, non è stato stravolto dal processo di ristrutturazione conseguente alla fusione di Indesit con Whirlpool. Questo risultato lo si deve alla lungimiranza anticipatrice del management locale ed italiano oltre che alla qualità della forza lavoro interna, alla reattività della Regione ed al valore aggiunto apportato dal sistema della ricerca e dei fornitori locali”. Sembra passata un’era e invece si parla di poco più di due mesi fa.
Claudio Coli