Saldi invernali, Confesercenti chiede di rinviare la partenza: "Il 2 gennaio è troppo presto"

Fismo Confesercenti Siena e Toscana scrive alla Regione per chiedere di spostare a fine gennaio l’avvio dei saldi 2027. Rossi: «Le piccole attività rinunciano troppo presto a margini indispensabili»

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Posticipare i saldi invernali 2027, attualmente previsti dal 2 gennaio, alla fine del mese. È la richiesta avanzata da Fismo Confesercenti Toscana alla Regione, con l’obiettivo di riportare le vendite di fine stagione alla loro funzione originaria e concedere ai negozi più tempo per commercializzare le collezioni a prezzo pieno.

A intervenire è Marco Rossi, presidente degli esercenti moda Fismo Confesercenti di Siena e della Toscana, che ha scritto all’assessore regionale al Commercio e Turismo Leonardo Marras chiedendo anche un incontro sul tema.

«I saldi devono tornare ad essere realmente vendite di fine stagione – sottolinea Rossi –. Iniziare il 2 gennaio significa, nei fatti, mettere in saldo prodotti che hanno avuto pochissime settimane di effettiva commercializzazione. Per le piccole attività significa rinunciare troppo presto ai margini indispensabili per sostenere costi che continuano ad aumentare».

Negozi di moda in calo e concorrenza dell’online

La richiesta toscana si inserisce nell’iniziativa promossa a livello nazionale dalla federazione del settore moda. Alla base c’è una situazione che, secondo Confesercenti, negli ultimi anni è diventata sempre più difficile per il commercio tradizionale.

Alla progressiva riduzione della quota di spesa delle famiglie destinata ad abbigliamento e calzature si sono affiancati la crescita degli acquisti online e il moltiplicarsi delle campagne promozionali durante l’anno. Secondo l’analisi elaborata da Fismo Confesercenti, tra il 2000 e il 2025 in Italia i negozi di abbigliamento, calzature e prodotti tessili sono diminuiti complessivamente del 16 per cento, con oltre 24mila attività in meno.

«Il problema – prosegue Rossi – non riguarda soltanto il calendario dei saldi. Occorre aprire una riflessione più complessiva sulle continue promozioni, sul Black Friday, sulla concorrenza delle grandi piattaforme online e sul peso crescente delle rimanenze di magazzino. Il commercio di vicinato della moda sta vivendo una trasformazione profonda e servono regole capaci di tenere conto delle condizioni reali nelle quali operano le imprese».

Anche il clima cambia la stagione degli acquisti

A pesare sulle attività commerciali, secondo Fismo, sono anche i cambiamenti delle abitudini di acquisto legati alle temperature. Autunni e inizi d’inverno più caldi tendono infatti a posticipare la ricerca dei capi stagionali, riducendo ulteriormente il periodo a disposizione dei commercianti per vendere le nuove collezioni a prezzo pieno.

Fismo Confesercenti nazionale ha anche depositato alla Camera dei Deputati una petizione per chiedere di posticipare l’avvio dei saldi e rivedere complessivamente il calendario delle vendite di fine stagione.

Tra le altre proposte avanzate dalla federazione figurano la detassazione delle rimanenze di magazzino, una maggiore regolamentazione delle campagne promozionali e degli sconti e misure per riequilibrare la concorrenza con le grandi piattaforme digitali.

«Vogliamo aprire un confronto costruttivo con la Regione partendo dalla questione immediata dei saldi 2027, ma affrontando anche il tema più generale della tenuta della rete commerciale. Ogni negozio che chiude non rappresenta soltanto la perdita di un’impresa, ma un ulteriore passo verso la desertificazione commerciale delle nostre città e dei nostri centri storici», conclude Rossi.



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