In Toscana si vive più a lungo e diminuisce la probabilità di morire per le principali patologie. Dopo l’aumento legato alla pandemia, la mortalità è tornata a calare e oggi la regione si colloca stabilmente sopra la media nazionale per tutti i principali indicatori di salute.
È quanto emerge dall’aggiornamento del rapporto “Welfare e salute in Toscana”, realizzato dall’Agenzia regionale di sanità (Ars) sui dati 2024. I risultati sono stati presentati in Regione, dal presidente della Regione Eugenio Giani insieme a Fabio Voller, coordinatore dell’Osservatorio di epidemiologia Ars, e a Federico Gelli, direttore sanità, welfare e coesione sociale della Regione e commissario Ars.
“Il merito – sottolinea Giani – è della prevenzione, della maggiore adesione agli screening, della qualità delle cure offerte dal sistema sanitario regionale e dei corretti stili di vita dei cittadini”.
Longevità e mortalità
L’aspettativa di vita alla nascita in Toscana ha raggiunto gli 84 anni, tornando sopra i livelli pre-Covid:
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82,2 anni per gli uomini (contro 81,4 della media nazionale)
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86,1 anni per le donne (contro 85,5)
Solo Veneto, Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige fanno leggermente meglio, con differenze di pochi decimi.
Gli over 65 rappresentano il 26,7% della popolazione (circa 3,6 milioni di abitanti). Le nascite restano basse (20.725 nel 2024), ma il saldo naturale negativo è compensato dall’immigrazione.
L’indice di mortalità standardizzato per età è di 768 decessi ogni 100mila abitanti, contro gli 801 della media italiana.
Per gli uomini: 933 contro 982.
Per le donne: 648 contro 667.
La Toscana ha recuperato l’eccesso di mortalità dovuto al Covid già nel 2023, con un anno di anticipo rispetto a gran parte del Paese, e nel 2024 i risultati si sono stabilizzati.

Tumori, infarti e ictus
Anche sulle principali cause di morte il confronto con la media nazionale resta favorevole.
Negli ultimi vent’anni:
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le morti per malattie cardiovascolari si sono ridotte del 59% in Toscana (contro il 53% in Italia);
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la mortalità per tumori è diminuita del 28% (contro il 24% nazionale).
Nel 2023 il tasso di mortalità per tumore è stato di 218,1 decessi per 100mila abitanti, contro i 228,6 della media italiana.
Il vantaggio è evidente per i tumori del polmone e del colon-retto negli uomini e per quelli della mammella e del colon-retto nelle donne.
Agenas colloca la rete oncologica toscana al vertice della classifica nazionale, indicandola come modello organizzativo e clinico di riferimento.
Anche la qualità delle cure incide:
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il rischio di morte a 30 giorni per infarto è del 5,7% (contro il 7,1% italiano);
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per l’ictus ischemico è del 7,4% (contro il 9,4%).

Stili di vita e prevenzione
In Toscana si registra una minore sedentarietà: circa il 30% della popolazione è sedentaria, contro il 35% della media italiana. Più diffusa anche l’attività sportiva.
I toscani consumano più verdura, pesce e carni bianche e meno snack e salumi. I fumatori sono il 18,7%, contro il 20,4% nazionale. Il consumo di alcol è complessivamente più contenuto, pur con criticità tra adolescenti e giovani.
Alta anche l’adesione agli screening oncologici:
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mammografia: 79,4% (Italia 72,9%);
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cervice uterina: 81,9% (Italia 77,5%);
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colon-retto: 58,9% (Italia 46,3%).
Le vaccinazioni nei primi due anni di vita raggiungono il 97%, contro il 90% nazionale.
Il sistema sanitario
Nel 2024 la spesa sanitaria regionale è stata di 7,2 miliardi di euro, pari a 2.180 euro pro capite.
Nel sistema sanitario toscano lavorano circa 57.800 persone, tra cui:
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7.300 medici ospedalieri,
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1.300 medici di medicina generale,
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17.100 infermieri,
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6.000 operatori socio-sanitari.
La Toscana è una delle quattro regioni in “fascia verde” per l’equilibrio economico-finanziario (margine operativo, gestione del debito e tempi di pagamento).
“Questi risultati – conclude Giani – confermano che la Toscana è una regione di riferimento a livello nazionale. La solidità dei conti ci consente di investire di più in prevenzione e di programmare interventi pluriennali”.