Salute e sanità, Giani: “La Toscana supera la media italiana in tutti i principali indicatori”

Prevenzione, corretti stili di vita e qualità del sistema sanitario regionale spiegano i risultati

Di Lorenzo Agnelli | 9 Febbraio 2026 alle 17:00

In Toscana si vive più a lungo e diminuisce la probabilità di morire per le principali patologie. Dopo l’aumento legato alla pandemia, la mortalità è tornata a calare e oggi la regione si colloca stabilmente sopra la media nazionale per tutti i principali indicatori di salute.

È quanto emerge dall’aggiornamento del rapporto “Welfare e salute in Toscana”, realizzato dall’Agenzia regionale di sanità (Ars) sui dati 2024. I risultati sono stati presentati in Regione, dal presidente della Regione Eugenio Giani insieme a Fabio Voller, coordinatore dell’Osservatorio di epidemiologia Ars, e a Federico Gelli, direttore sanità, welfare e coesione sociale della Regione e commissario Ars.

“Il merito – sottolinea Giani – è della prevenzione, della maggiore adesione agli screening, della qualità delle cure offerte dal sistema sanitario regionale e dei corretti stili di vita dei cittadini”.

Longevità e mortalità

L’aspettativa di vita alla nascita in Toscana ha raggiunto gli 84 anni, tornando sopra i livelli pre-Covid:

  • 82,2 anni per gli uomini (contro 81,4 della media nazionale)

  • 86,1 anni per le donne (contro 85,5)

Solo Veneto, Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige fanno leggermente meglio, con differenze di pochi decimi.

Gli over 65 rappresentano il 26,7% della popolazione (circa 3,6 milioni di abitanti). Le nascite restano basse (20.725 nel 2024), ma il saldo naturale negativo è compensato dall’immigrazione.

L’indice di mortalità standardizzato per età è di 768 decessi ogni 100mila abitanti, contro gli 801 della media italiana.
Per gli uomini: 933 contro 982.
Per le donne: 648 contro 667.

La Toscana ha recuperato l’eccesso di mortalità dovuto al Covid già nel 2023, con un anno di anticipo rispetto a gran parte del Paese, e nel 2024 i risultati si sono stabilizzati.

Tumori, infarti e ictus

Anche sulle principali cause di morte il confronto con la media nazionale resta favorevole.
Negli ultimi vent’anni:

  • le morti per malattie cardiovascolari si sono ridotte del 59% in Toscana (contro il 53% in Italia);

  • la mortalità per tumori è diminuita del 28% (contro il 24% nazionale).

Nel 2023 il tasso di mortalità per tumore è stato di 218,1 decessi per 100mila abitanti, contro i 228,6 della media italiana.
Il vantaggio è evidente per i tumori del polmone e del colon-retto negli uomini e per quelli della mammella e del colon-retto nelle donne.

Agenas colloca la rete oncologica toscana al vertice della classifica nazionale, indicandola come modello organizzativo e clinico di riferimento.

Anche la qualità delle cure incide:

  • il rischio di morte a 30 giorni per infarto è del 5,7% (contro il 7,1% italiano);

  • per l’ictus ischemico è del 7,4% (contro il 9,4%).

Stili di vita e prevenzione

In Toscana si registra una minore sedentarietà: circa il 30% della popolazione è sedentaria, contro il 35% della media italiana. Più diffusa anche l’attività sportiva.

I toscani consumano più verdura, pesce e carni bianche e meno snack e salumi. I fumatori sono il 18,7%, contro il 20,4% nazionale. Il consumo di alcol è complessivamente più contenuto, pur con criticità tra adolescenti e giovani.

Alta anche l’adesione agli screening oncologici:

  • mammografia: 79,4% (Italia 72,9%);

  • cervice uterina: 81,9% (Italia 77,5%);

  • colon-retto: 58,9% (Italia 46,3%).

Le vaccinazioni nei primi due anni di vita raggiungono il 97%, contro il 90% nazionale.

Il sistema sanitario

Nel 2024 la spesa sanitaria regionale è stata di 7,2 miliardi di euro, pari a 2.180 euro pro capite.
Nel sistema sanitario toscano lavorano circa 57.800 persone, tra cui:

  • 7.300 medici ospedalieri,

  • 1.300 medici di medicina generale,

  • 17.100 infermieri,

  • 6.000 operatori socio-sanitari.

La Toscana è una delle quattro regioni in “fascia verde” per l’equilibrio economico-finanziario (margine operativo, gestione del debito e tempi di pagamento).

“Questi risultati – conclude Giani – confermano che la Toscana è una regione di riferimento a livello nazionale. La solidità dei conti ci consente di investire di più in prevenzione e di programmare interventi pluriennali”.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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