Autopalio, Giani a Salvini: "Concentrare tutto sul ponte di Messina è un paradosso, in Toscana serve investire"

Appello condiviso da Comune e Provincia di Siena sulla sicurezza della Siena–Firenze

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“Concentrare tutte le risorse sul ponte di Messina ma lasciare che vi sia questo deserto di iniziativa in regioni cruciali del Centro-Nord come la Toscana mi sembra il paradosso della storia; forse è bene ci rifletta e si renda conto che qui si deve investire”.Non usa mezzi termini il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani rivolgendosi al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini all’indomani dell’intervento dei sindaci del chianti fiorentino in merito ai permanenti disagi provocati dai cantieri sull’Autopalio. Siena – Firenze e non solo, il Governatore della Toscana chiede investimenti per le principali arterie della Toscana. “Si deve investire sulla Tirrenica, dove ormai i progetti sono pronti almeno per i primi due lotti – prosegue Giani -, si deve investire per il lotto zero di Siena in modo da completare quella rete che è la direttrice da Grosseto a Fano, si deve investire laddove vi sono delle realtà cruciali e fondamentali come l’Autopalio, che sono quelle che collegano le due realtà storiche delle capitali della Toscana, Firenze e Siena”.

Richiesta d’investimenti a cui fanno eco anche le parole della sindaca e della presidente della provincia di Siena.

“La Siena-Firenze è un problema perché evidentemente le condizioni non sono certo ottimali – sottolinea Nicoletta Fabio -. Quindi anch’io partecipo a questo accorato appello (quello dei sindaci del chianti fiorentino, ndr) a che si riesca a renderla una strada soprattutto sicura visto che Siena non gode al momento di collegamenti così agili e quella sicuramente un’arteria alla quale dedicare tutta l’attenzione”.

“Tutta la rete viaria provinciale e anche regionale necessita di risorse e di interventi sempre più puntuali e urgenti – evidenzia Agnese Carletti -. Da un lato c’è bisogno di risorse, ma dall’altro lato abbiamo anche bisogno di potenziare i nostri uffici, perché talvolta succede che abbiamo le risorse e non riusciamo a spenderle. Questo è un altro problema di cui si fa fatica a parlare e quando se ne parla si fa anche demagogia. Ma la verità è che se dentro i nostri uffici non ci sono persone che poi sono in grado di affidare i progetti, affidare i lavori, fare le gare, di mandare avanti tutta quella burocrazia che c’è dietro un lavoro, si rischia anche di far passare troppo tempo dall’arrivo delle risorse a quando si spendono sul territorio, invece l’obiettivo è quello”.

Cristian Lamorte

Giornalista dal 2006 ama il suo mestiere perché gli consente di alzarsi ogni mattina senza sapere cosa farà del resto del giorno. Ama le storie, quelle da leggere e quelle da raccontare. Detesta chi guarda invece che osservare, predilige un ricco silenzio ad un povero sproloquio. Nel tempo libero si dedica ai libri e al cammino, in un costante passo dopo passo lungo la linea sottile tra ragione e follia. La stessa linea che lo spinge a ricercare ogni giorno, dopo essersi svegliato, una nuova pagina da scrivere.



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