“E’ inaccettabile la chiusura “sine die” dell’Ufficio Postale di San Gimignano”. Comincia così in maniera perentoria l’intervento dell’Associazione Culturale e di Promozione Sociale “Don Antenore Grassini”, su un argomento molto delicato e che sta a cuore alla cittadinanza. Di seguito pubblichiamo la nota diffusa
“Abbiamo letto con sconcerto ed indignazione il comunicato di Poste Italiane con il quale si informa che da Mercoledì 14 Gennaio l’Ufficio Postale di Piazza delle Erbe a San Gimignano resterà chiuso al pubblico per degli interventi manutentivi, la cui entità non è meglio specificata, e dalla durata indefinita.
L’incredibile soluzione proposta ai cittadini per ovviare a tale chiusura è quella di recarsi, per ogni necessità, all’Ufficio Postale di Poggibonsi.
A noi sembra una soluzione inaccettabile, considerata l’utenza che l’Ufficio intercetta ogni giorno e soprattutto una proposta estremamente penalizzante per la popolazione anziana, disabile o comunque impossibilitata a spostarsi a Poggibonsi per ogni adempimento postale.
Ci sembra incredibile che non si siano pensate soluzioni temporanee per ovviare a tale disagio come quella di studiare una cantierizzazione che lasciasse un minimo di operatività nel locale attuale, compatibile con i lavori, oppure quella di posizionare un ufficio mobile su gomma o su container in Piazza delle Erbe, di cui sappiamo essere dotata Poste Italiane, oppure ancora di non aver chiesto ospitalità al Comune che ha degli uffici attrezzati e non utilizzati sia nel vicino Palazzo della Cancelleria, sia nel Palazzo Comunale di Piazza Duomo.
Per quanto sopra chiediamo a Poste Italiane di rivedere tale scelta, ripensando la cantierizzazione dei lavori oppure allestendo in loco soluzioni temporanee ma comunque risolutive delle esigenze primarie dell’utenza.
Chiediamo inoltre al Sindaco, alla Giunta ed al Consiglio Comunale di opporsi con determinazione a quando prefigurato da Poste Italiane, avviando da subito una interlocuzione con la dirigenza di Poste così da scongiurare quanto proposto, e magari offrendo anche soluzioni che mettano in campo spazi dell’Ente Locale”.