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San Quirico d’Orcia verso le amministrative, parola al Sindaco Valeria Agnelli

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Sindaco Valeria Agnelli: stupita, dispiaciuta e amareggiata per la scelta dell’assessore Ugo Sani di candidarsi senza possibilità di intraprendere un democratica discussione interna

A pochi giorni dalla bomba politica sulla candidatura a sindaco di Ugo Sani, storico esponente del Partito Socialista protagonista della politica sanquirichese da più di 40 anni, attuale assessore alla cultura e ex (a questo punto) braccio destro del sindaco Valeria Agnelli, parla il giovane primo cittadino valdorciano che non nega di essere rimasta stupita, dispiaciuta e amareggiata per la presa di posizione non discussa all’interno della maggioranza e delle forze politiche che 5 anni fa hanno vinto le elezioni sanquirichesi.
Queste le parole di Valeria Agnelli: “Le novità di questi giorni mi hanno onestamente stupita molto. La decisione dell’assessore Ugo Sani e dell’area che fa riferimento ai socialisti di volersi smarcare dalla maggioranza e candidare l’assessore Sani senza alcuna possibilità di intraprendere una democratica discussione interna che si stava sviluppando fra le forze di maggioranza, che sono state incaricate dai cittadini 5 anni fa per governare il paese, mi ha amareggiato. Sembra questa un’accelerazione frettolosa e miope verso queste elezioni amministrative 2019. Sono veramente dispiaciuta perché Sani è stato uno dei miei più vicini collaboratori in questo governo del paese e così, tutto ad un tratto, nel giro di qualche settimana, prende una decisione così netta senza possibilità di discussione interna.
Ho sempre creduto che alla base della buona politica e della buona amministrazione ci debba essere una democratica discussione e non gli aut aut o i veti. Mi sarebbe piaciuto che il percorso verso le elezioni si fosse sviluppato in modo diverso, più aperto e senza imposizioni, semplicemente come sempre fatto all’interno della nostra maggioranza e della nostra area politica: discutendo sul futuro e sulle migliori scelte programmatiche da intraprendere, senza personalismi e senza nomi imposti o predefiniti. Ritengo infatti che a San Quirico ci siano tante energie positive, potenzialità da valorizzare, giovani che possano dare molto alla nostra comunità. Ma non è con i diktat che si procede quando si ha l’ambizione di amministrare una piccola comunità come San Quirico d’Orcia, fino ad oggi coesa, laboriosa e collaborativa, pur con anime e punti di partenza diversi come è normale che sia.
L’iniziativa di Patto Civico per San Quirico d’Orcia, a cui sarò presente ed in programma venerdì 15 febbraio (21.30) al Teatro Orcia, va proprio in questa direzione: quello di un confronto schietto e propositivo fra chi ha voglia di mettersi a disposizione del governo della comunità per i prossimi cinque anni, senza colori politici, senza preclusioni e soprattutto senza scelte già fatte. C’è la necessità di essere inclusivi e non autoreferenziali, mettere al centro il bene e il futuro di San Quirico anziché i personalismi.
In tanti si riempiono la bocca con la parola ‘giovani’, dicendo che sono il futuro e che hanno molto da dare in termini di risorse e di idee per la nostra comunità. Tutto questo è vero, ma non è quello che sta accadendo: chi ha esperienza e tanti anni alle spalle di politica locale, dovrebbe mettersi a disposizione di questi giovani, consigliandoli e guidandoli anziché ‘usarli’ solo per fini elettorali. I giovani hanno bisogno dei loro spazi, di dialogo, di essere valorizzati per le idee e per l’attaccamento che in ogni momento dimostrano alla comunità sanquirichese”.
Parole piene di dispiacere quelle del sindaco Agnelli, che prima dei nome pensa al programma e alla discussione con i cittadini, per questo para anche dell’iniziativa di Patto Civico per San Quirico d’Orcia che apre alla società civile senza colori politici e protagonismi, un qualcosa di civico senza bandiere che potrebbe aprire scenari diversi per il bene della comunità, rivolgendosi ai giovani con l’aiuto prezioso di chi invece ha esperienze alle spalle senza però sovrastare e usare i giovani stessi.