Sanità di prossimità e difesa del pubblico: il dibattito dello Spi Cgil Siena a Pontignano

Sindacato, istituzioni e Università a confronto sulle criticità del territorio senese. L'Assessora Monni: “Serve una risposta regionale innovativa e radicale”

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Al centro dell’iniziativa organizzata dai pensionati dello Spi Cgil Siena che si è svolta oggi presso la Certosa di Pontignano sono state le sfide della sanità territoriale e il rafforzamento dei servizi di prossimità, con un confronto costruttivo tra sindacato, istituzioni, università e rappresentanti del personale sanitario, ma con la consapevolezza comune della necessità di un rafforzamento del SSN e delle cure sul territorio.

“Sanità territoriale: la sfida! Difendere il territorio, costruire prossimità” e’ stata un’occasione di confronto sul futuro della sanità territoriale, sulla necessità di rafforzare i servizi sociosanitari e sull’importanza di garantire un’assistenza pubblica accessibile e vicina ai bisogni delle persone, a partire dalla popolazione anziana e dalle persone più fragili. Al centro della riflessione comune il fondamentale ruolo della sanità di prossimità da incentivare, il rapporto tra servizi e territorio e le sfide che il sistema sanitario è chiamato ad affrontare per garantire il diritto universale alla salute, contrastare le disuguaglianze nell’accesso alle cure e rispondere ai cambiamenti demografici e sociali.

Dall’introduzione di Daniela Cappelli, Segretaria Generale Spi Cgil Siena, e’ emerso un quadro della sanità del territorio senese tra luci ed ombre con la richiesta di interventi urgenti ed una programmazione pubblica che sopperisca al depotenziamento nazionale sempre più marcato in termini di risorse a vantaggio del settore privato, trattandosi di difendere il SSN universalistico che garantisce l’accesso alle cure a tutta la popolazione, in termini di uguaglianza e solidarietà, contro le spinte verso la privatizzazione della sanità e dell’università.

Da qui la tavola rotonda moderata da Alessio Gaggioli, Vice Caporedattore del Corriere Fiorentino, alla quale sono intervenuti: Monia Monni, Assessora alla Sanità e alle Politiche Sociali della Regione Toscana, Roberto Di Pietra, Rettore dell’Università degli Studi di Siena, Giuseppe Gugliotti, Presidente della Società della Salute Senese e Sindaco di Sovicille, Tiziana Fregoli, Delegata RSU AOS – Infermiera, Alessio Gramolati, Segretario Generale Spi Cgil Toscana, Alice D’Ercole, Segretaria Provinciale Cgil Siena.

Dai rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, del mondo universitario, delle professioni sanitarie e del sindacato, e’ scaturito l’obiettivo comune di contribuire a dare prospettive alla sanità territoriale pubblica con risposte urgenti ed innovative per rafforzare la rete dei servizi in tutti gli ambiti e partendo dai tre elementi di criticità intrinseca del sistema illustrati dal’Assessora Monni. Il servizio sanitario e’ ormai finanziato più dalle Regioni che dallo Stato – e spesso dagli stessi cittadini – quindi ormai il SSN in realtà non esiste più ma abbiamo 20 sistemi sanitari regionali, poi la crisi delle vocazioni da parte dei professionisti e degli operatori sanitari e l’invecchiamento della popolazione che richiede un nuovo approccio ed un investimento sulla non autosufficienza a partire dalla riorganizzazione delle città e degli spazi. Una regione che sui temi sanitari ha spesso insegnato alle altre, ma che ora deve investire di più anche sulla salute mentale, che sta diventando un’urgenza nazionale soprattutto adolescenziale.

Si tratta dunque di leggere le veloci trasformazioni della società dando una risposta regionale concreta ed innovativa, anche radicale, in collaborazione con tutti gli attori dei territori, per fungere da apripista, modello ed esempio, per una sanità pubblica al passo con i tempi ed i bisogni della popolazione, anche per le altre Regioni.



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