Santa Maria della Scala, due milioni in due anni. Leone risponde alle critiche: “Conta il progetto”

A margine dell’incontro, Leone è tornato anche sulla sua partecipazione a dei concorsi per la direzione di altri musei italiani: "Sono un individuo, con una vita e delle esigenze che appartengono alla mia sfera privata"

Di Filippo Meiattini | 20 Febbraio 2026 alle 14:34

“Nel 2024, a fronte di un contributo comunale di 350mila euro, la Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala ha acquisito 460.649 euro attraverso cofinanziamenti, bandi e contributi privati; nel 2025 le risorse raccolte sono state pari a 308mila euro. A questi si aggiungono i ricavi da bigliettazione – 497mila euro nel 2024 e 461mila euro nel 2025 – e un contributo straordinario del Ministero di 1.173.000 euro. In due anni sono state attivate risorse complessive prossime ai due milioni di euro“.

È il bilancio tracciato da Cristiano Leone al termine della conferenza stampa nella Sala Italo Calvino del Santa Maria della Scala. Il presidente della Fondazione ha ribadito come il fundraising sia legato alla solidità dei progetti: “Il masterplan serve proprio a questo: quando c’è una progettualità concreta, anche i partner seguono e il fundraising diventa possibile”.

Il masterplan, i cui tre progetti sono stati consegnati il 15 febbraio da tre grandi studi internazionali di architettura, prevede la rifunzionalizzazione degli spazi con nuovi luoghi di accoglienza, ristorazione, un auditorium per la città e la riconversione della Casa delle Balie come guest house e residenza per artisti. Un passaggio strategico che si inserisce nella nuova fase aperta anche dal cambio di Statuto, destinato a consentire per la prima volta l’ingresso dei soggetti privati nella compagine della Fondazione.

Sul fronte progettuale, l’architetto Luca Molinari, coordinatore del masterplan, ha annunciato: “A fine maggio realizzeremo una mostra sul Santa Maria della Scala degli ultimi quarant’anni, per raccontare il passaggio da ospedale a centro culturale, dal concorso degli anni Ottanta al progetto di Guido Canali fino alle nuove linee di trasformazione”.

Nel tracciare il bilancio delle attività del biennio 2024–2025, Leone ha ricordato: “Nel 2024 abbiamo realizzato 13 mostre, 59 eventi pubblici, 13 progetti di ricerca, 228 attività educative e 75 convegni; nel 2025 10 mostre, 51 eventi pubblici, 297 attività educative, quattro festival tematici e 67 convegni”.

A margine dell’incontro, Leone è tornato anche sulla sua partecipazione a dei concorsi per la direzione di altri musei italiani: “Sono un individuo, con una vita e delle esigenze che appartengono alla mia sfera privata. Ma qui il punto non sono le persone: abbiamo costruito linee guida condivise con amministrazione, Consiglio di amministrazione e Comitato scientifico, in modo da superare ogni personalizzazione. Questo progetto deve vivere nel tempo, anche senza di noi”.

E sulle critiche: “Mi colpisce che spesso arrivino da chi non frequenta questo luogo. Chi vuole giudicare venga a vedere cosa si sta facendo: opere commissionate per Siena che poi arrivano nei grandi musei internazionali. Basta strumentalizzazioni: qui si lavora per la città e per il futuro del Santa Maria della Scala”.

Presente alla conferenza anche il Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio: “Il masterplan è un progetto di lungo periodo, ma mi piacerebbe riuscire a posare una prima pietra: credo che ce la possiamo fare” ha dichiarato. Sul cambio di Statuto e della Fondazione: “Il nuovo Statuto aprirà la Fondazione a soci e aderenti, superando il modello del socio unico. È un passaggio necessario per ridefinire la governance e costruire un assetto più adeguato alle sfide future”. Resta aperta l’ipotesi di un ingresso in Fondazione da parte del Ministero: “Stiamo lavorando in interlocuzione con il Ministero: l’auspicio è che possa entrare nella compagine della Fondazione, ma il percorso è complesso e richiede tempi giuridici che non sono immediati anche perché non esistono in Italia Fondazioni partecipate dal Ministero di cui il Ministero stesso non sia socio fondatore”.

Filippo Meiattini

Filippo Meiattini è nato a Siena il 13 gennaio del 1999. A febbraio del 2021 è diventato giornalista pubblicista. Non ama parlare di sé, soprattutto in terza persona.



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