Santa Maria della Scala, Mazzarelli (PD): "Servono chiarezza e trasparenza sui percorsi scelti"

La consigliera Giulia Mazzarelli chiede chiarezza sui costi, sulle risorse pubbliche e sulle procedure seguite per l'affidamento del nuovo masterplan

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Il Santa Maria della Scala raccoglie secoli di storia civile, sociale e artistica di Siena. Nato come ospedale e luogo di accoglienza, si è sviluppato nel tempo attraverso successive trasformazioni e stratificazioni, accompagnando per secoli la vita della città e dei senesi fino alla sua più recente destinazione museale. È anche per questo che rappresenta uno dei luoghi nei quali Siena riconosce più chiaramente la propria identità e che le scelte sul suo futuro richiedono un percorso chiaro, documentato e rispettoso della complessità del luogo.

Da qui nasce l’interrogazione presentata dalla consigliera comunale del Partito Democratico Giulia Mazzarelli sul percorso seguito per la definizione del nuovo masterplan.

Nel 2024 il progetto di rigenerazione del complesso era stato presentato come un concorso di idee con quattro studi internazionali, una giuria e la successiva individuazione di un vincitore cui affidare il masterplan generale. Nel 2025 e nel 2026 il percorso è cambiato, non si è più arrivati alla scelta di un unico studio vincitore, ma a tre proposte elaborate da tre studi diversi, sotto un coordinamento comune. Di questo passaggio non risultano pubblicamente disponibili il bando del concorso annunciato, il disciplinare, la nomina della giuria, i verbali o l’esito della selezione.

«Chiedo di ricostruire con precisione questo percorso, capire quali decisioni siano state prese, da chi e attraverso quali atti. Parliamo di un bene del Comune, gestito da una Fondazione sostenuta anche con risorse pubbliche, ed è giusto che il Consiglio comunale e la città possano conoscere come si sta costruendo il futuro del Santa Maria della Scala», sottolinea Mazzarelli.

L’interrogazione chiede con quale procedura siano stati affidati gli incarichi, quali siano i compensi e le risorse utilizzate, che cosa sia accaduto al concorso di idee annunciato nel 2024 e perché gli studi coinvolti siano passati da quattro a tre. Vengono inoltre chiesti il costo complessivo sostenuto finora, i dati economici più aggiornati della Fondazione, i contributi erogati dal Comune e l’andamento di visitatori e bigliettazione.

«Gli interventi ipotizzati su circa 18.000 metri quadrati di un complesso monumentale così articolato pongono questioni che riguardano anche la sostenibilità degli investimenti e il loro rapporto con la futura capacità del Santa Maria della Scala di generare risorse. È altrettanto importante conoscere quali competenze specialistiche accompagneranno le successive fasi progettuali e attuative, perché intervenire su un organismo storico di questa complessità comporta scelte tecniche particolarmente delicate e impegni economici rilevanti. Le decisioni prese oggi incideranno sul Santa Maria della Scala per molti anni e dovranno tenere insieme qualità progettuale, sostenibilità economica e tutela del patrimonio».



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