Scuola, trasporti, entrate e didattica a distanza: il parere dei presidi

"La DAD deve essere una soluzione di emergenza, non la norma" spiegano i dirigenti scolastici, che chiedono un tavolo di confronto con provincia e trasporti

“La DAD è la migliore soluzione anche per la continuità didattica”. A dirlo l’assessore Paolo Benini nel commentare l’ultimo decreto. “I turni pomeridiani incidono sulla vita dei ragazzi, e gli orari scaglionati creano caos” afferma. Non c’è pace dunque per il mondo della scuola, ma per i presidi la didattica a distanza non può essere considerata una soluzione, ma solo una risposta a un qualche problema

“E’ una risorsa che può essere importante in casi particolari come il lockdown – commenta il preside dell’Istituto Sarrocchi Stefano Pacini – ma attualmente il nostro obiettivo è quello di avere una didattica in presenza proprio perché, essendo le nostre superiori di indirizzo tecnico e tecnologico, permettono di fare laboratorio”.

“La didattica a distanza non può essere considerata come una mera alternativa alla scuola perché la didattica in presenza non può essere sostituita da niente – spiega Floriana Buonocore, preside dell’Istituto Bandini – Una soluzione può essere la didattica integrata. La scuola è sicura, le regole ci sono e vengono rispettate, non altrettanto fuori. Posticipare l’ingresso non può essere la soluzione: è necessario un tavolo tra le scuole, l’ufficio scolastico, la provincia e l’azienda dei trasporti locali. Se si riesce a garantire gli spostamenti in orari diversi sarebbe la soluzione migliore”.

Proprio sul problema trasporti, uno dei punti focali del dibattito sulle scuole, è intervenuto il dirigente scolastico dei Licei Poliziani Marco Mosconi:
“Ogni scuola è una realtà a sé – afferma – per quanto riguarda un ingresso alle 9 più che risolvere metterebbe in difficoltà gli studenti, perché i trasporti hanno degli orari fissi. Gli studenti ci hanno segnalato difficoltà la mattina con i pullma, una soluzione potrebbe essere per noi di poter lasciare a casa un giorno a settimana ogni indirizzo (che sono 5 ndr). Tutto questo concertato con provincia e trasporti”.

“Riceviamo di continuo lettere da parte dei genitori riguardo agli assembramenti sui mezzi di trasporto per raggiungere la scuola – continua Mosconi – e sugli orari fissi che non permettono flessibilità. Andrebbe concertato insieme alle ditte di trasporti questa situazione che di certo non agevola”.