Da semplici disegni a veri e propri elaborati artistici e digitali: sono i lavori degli studenti delle scuole senesi i protagonisti della mostra “A Ritrovar La Diana”, giunta alla sua 22esima edizione e ospitata dal 9 al 17 maggio nei Magazzini della Corticella del complesso museale del Santa Maria della Scala.
L’iniziativa rientra nel progetto “Siena e l’acqua”, promosso dall’ con l’obiettivo di sensibilizzare le nuove generazioni all’uso consapevole dell’acqua e alla scoperta del patrimonio storico e architettonico cittadino legato alle vie d’acqua senesi.
In mostra trovano spazio gli elaborati realizzati dagli alunni durante l’anno scolastico 2025-2026, dopo un percorso didattico sviluppato insieme ai volontari dell’associazione tra lezioni in classe e visite ai Bottini, al Museo dell’Acqua, alla Fonte delle Monache e ai percorsi dell’acqua del Santa Maria della Scala.
“Per noi è una bella emozione, perché questo è uno dei progetti su cui la nostra associazione punta molto proprio perché rivolto ai giovani – ha spiegato la presidente dell’associazione, Maria Elena Di Trolio – .Speriamo di sensibilizzare un numero sempre maggiore di ragazzi a un uso consapevole della risorsa acqua e di far conoscere loro la storia, l’architettura e la geologia delle vie d’acqua di Siena”.
Un’esperienza che, anno dopo anno, continua a coinvolgere gli studenti con entusiasmo e curiosità. “I ragazzi partecipano con grande interesse – ha aggiunto Di Trolio – e lo vediamo dagli elaborati che producono: dai plastici ai disegni, fino a vere e proprie opere d’arte. Quest’anno, in alcuni casi, si è virato anche verso la tecnologia, con QR code che rimandano alle esperienze vissute”.
Per il Santa Maria della Scala si tratta di una collaborazione ormai consolidata con l’associazione La Diana. A sottolinearlo è stata la direttrice Chiara Valdambrini: “È una mostra speciale perché gli artisti sono i bambini e i ragazzi che hanno lavorato per capire l’importanza dell’acqua e come la storia di questa città ci insegni quanto sia fondamentale averne cura”.
Valdambrini ha evidenziato anche il valore simbolico del luogo scelto per l’esposizione: “Direi che il luogo è quello giusto, quindi con molto piacere ospitiamo questa mostra”.
L’esposizione sarà visitabile gratuitamente fino al 17 maggio negli orari di apertura del museo, comunicando in biglietteria l’interesse a visitare esclusivamente la mostra “A Ritrovar La Diana”.