“Riteniamo inaccettabile che il Circolo “Il Risorgimento ai Due Ponti” debba lasciare la propria sede storica. L’Agenzia del Demanio ha infatti comunicato il recesso anticipato da un contratto che sarebbe scaduto nel 2030, chiedendo il rilascio dell’immobile entro il 27 febbraio 2027. È una decisione che rischia di cancellare un luogo vitale per Siena, proprio mentre abbiamo bisogno di più spazi in cui le persone possano incontrarsi, costruire relazioni e tenere unite le nostre comunità. Il Circolo è un punto di riferimento per l’intera città e il quartiere: è un luogo di aggregazione, svolge attività sociali, iniziative ricreative e culturali promosse da tante associazioni”, dichiarano i capigruppo di maggioranza in Consiglio regionale Simone Bezzini, Partito Democratico, Lorenzo Falchi, Alleanza Verdi e Sinistra, Luca Rossi Romanelli, Movimento 5 Stelle, e Francesco Casini, Casa Riformista, in merito al futuro del Circolo Due Ponti a Siena.
“La Società di Mutuo Soccorso nacque nel 1908 per iniziativa di operai, contadini e artigiani, con finalità di assistenza, solidarietà e ricreazione. La storia della sua sede attraversa anche una pagina dolorosa: durante il fascismo l’edificio fu sottratto alla Società. Dopo la caduta del regime passò al patrimonio dello Stato e fu nuovamente concesso in uso al Circolo. Da allora l’associazione ha continuato a prendersene cura, sostenendo canoni divenuti negli anni sempre più onerosi e realizzando interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria per oltre 150mila euro. Oggi quella storia e quei valori continuano a vivere nelle attività del Circolo e delle persone che lo frequentano ogni giorno. Non parliamo soltanto di un immobile, ma di un presidio di socialità per il quartiere dei Due Ponti e di un pezzo della storia democratica di Siena” proseguono i capigruppo.
“Secondo quanto riportato dalla stampa, l’edificio potrebbe ospitare l’Ufficio immigrazione della Questura. Garantire una sede adeguata a chi si rivolge a quel servizio e spazi funzionali a chi vi lavora è un’esigenza che merita la massima attenzione. Ma non si risolve un problema creandone un altro. Chiediamo al Ministero dell’Interno e all’amministrazione comunale di individuare, insieme al Demanio, altri spazi disponibili per ospitare l’Ufficio immigrazione, salvaguardando la sede storica del Circolo. Le istituzioni hanno il dovere di tenere insieme queste esigenze, senza considerare sacrificabile una realtà che da oltre un secolo contribuisce alla vita sociale e culturale di Siena”, concludono.