Siena, 8 marzo: studenti contro stereotipi e violenza di genere

Verso l’8 marzo la Provincia aggiorna i dati: 842 ore di laboratori nelle scuole (63.540 euro) e un gap salariale medio del 3% nei Comuni, legato anche alla segregazione dei ruoli

Di Andrea Bianchi Sugarelli | 27 Febbraio 2026 alle 8:00

Siena, 8 marzo: studenti contro stereotipi e violenza di genere
Mentre l’8 marzo si avvicina, il cartellone presentato ieri in Provincia comincia già a produrre numeri e scelte operative. Non solo appuntamenti in agenda, ma ore di lavoro nelle aule, richieste che arrivano direttamente dagli studenti e una fotografia aggiornata – non sempre rassicurante – di come il tema della parità si traduce negli enti pubblici. È su questo doppio binario, scuola e lavoro, che oggi 27 febbraio 2026 la Provincia di Siena aggiorna il racconto del suo impegno contro violenza di genere, stereotipi e disuguaglianze.
Il motore principale, sul versante educativo, è Peace 2 – Progettare e animare comunità educanti 2, progetto finanziato dalla Regione Toscana con risorse del Pr Fse+ 2021-2027 e coordinato dalla Provincia. Nel corrente anno scolastico 2025-2026 l’adesione viene definita “eccezionale”: in totale sono 249 classi coinvolte in 26 istituti (15 comprensivi, 11 superiori e 1 Cpia). La mappa è ampia: 17 classi di primaria (7 in Valdichiana e le altre nell’area senese), 126 classi di secondaria di primo grado, 104 classi di secondaria di secondo grado, più 2 classi Cpia (una in Valdichiana e una in Val d’Elsa).
Il dato che spicca, però, è la spinta arrivata dalle scuole superiori: le richieste hanno superato le previsioni iniziali e, in diversi casi, non sono passate soltanto dalle segreterie o dai collegi docenti. Molte adesioni – viene sottolineato – sono arrivate “dal basso”: ragazze e ragazzi hanno chiesto laboratori e momenti di approfondimento su violenza, discriminazioni, relazioni fondate su rispetto e uguaglianza. Un segnale che non misura solo la sensibilità, ma anche l’urgenza con cui certi temi vengono percepiti dentro le classi.
I laboratori, intanto, non sono più un progetto “in partenza”: risultano già avviati in 156 classi, con 47 interventi spot già conclusi. Per reggere l’onda delle richieste – comprese quelle arrivate fuori tempo massimo – la Provincia ha messo mano alla macchina organizzativa: a febbraio 2026 è stata integrata la convenzione con le associazioni partner, con l’obiettivo di coprire tutte le istanze arrivate. Il piano 2025-2026 prevede 842 ore complessive di attività laboratoriali, per un investimento di 63.540 euro.
Parallelamente cresce anche la formazione rivolta al personale scolastico. Per le secondarie di primo e secondo grado si passa dai 5 docenti formati dell’anno scorso a 20 iscritti nell’anno in corso: un risultato letto come significativo anche perché non sono previsti crediti formativi riconosciuti. E sul fronte 0-6, nel 2025 si sono registrate partecipazioni consistenti: 28 persone a Siena (luglio), 71 a Poggibonsi (settembre) e 21 al seminario sugli albi illustrati (novembre). In altre parole: non solo studenti, ma una filiera educativa che prova ad attrezzarsi.
Fuori dalle aule, però, il quadro si complica. I dati aggiornati al 31 dicembre 2024 – gli ultimi disponibili – raccolti dai 35 Comuni della provincia grazie al lavoro della Consigliera di parità, mostrano che nel lavoro pubblico locale restano divari strutturali. A parità di inquadramento, gli uomini percepiscono mediamente uno stipendio lordo annuo superiore del 3%: 27.818,43 euro contro 26.987,87 euro delle donne. Eppure, nel complesso, le donne sono la maggioranza tra i dipendenti a tempo pieno e indeterminato: 975 contro 883 uomini.
La spiegazione principale, indicano i numeri, non sta solo nel “quanto”, ma nel “dove”. La segregazione orizzontale è netta: nell’area operatori prevalgono gli uomini (478 contro 243 donne su 721 totali), mentre le donne dominano tra gli istruttori (524 su 824) e tra i funzionari (248 su 367). Una distribuzione che pesa sulle retribuzioni e che, come spesso accade, rimanda a scelte culturali e organizzative che continuano a indirizzare percorsi professionali diversi per uomini e donne.
A pochi giorni dall’avvio del calendario di iniziative e con l’8 marzo alle porte, la sensazione è che Siena e la sua provincia stiano provando a tenere insieme due dimensioni: la narrazione pubblica – fatta di eventi e ricorrenze – e la verifica concreta, fatta di ore, classi, budget e dati. È lì, probabilmente, che si misura se un cartellone resta un poster o diventa un lavoro quotidiano.

Andrea Bianchi Sugarelli

Andrea Bianchi Sugarelli è giornalista professionista con una lunga esperienza maturata nelle tv senesi e nella stampa locale dove dal 1996 ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità negli ambiti dello sport, cultura, Palio e cronaca giudiziaria. Nato a Siena nel 1973, nel corso della sua carriera ha gestito le attività di comunicazione per le Città del Vino, svolgendo anche le funzioni di portavoce e curando i rapporti istituzionali con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell’Agricoltura. Ha inoltre fatto parte del CdA dell’antica Biblioteca degli Intronati. Ha guidato il settore comunicazione del Siena Calcio in serie C e, tra il 2020 e il 2021, è stato responsabile della comunicazione per il sindaco di Siena, Luigi De Mossi, e delle Società partecipate del Comune. Ha un percorso accademico che si è svolto nelle università di Siena e Firenze e alla Luiss Business School. È autore e co-autore di saggi di carattere storico e di attualità.



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