Il motore principale, sul versante educativo, è Peace 2 – Progettare e animare comunità educanti 2, progetto finanziato dalla Regione Toscana con risorse del Pr Fse+ 2021-2027 e coordinato dalla Provincia. Nel corrente anno scolastico 2025-2026 l’adesione viene definita “eccezionale”: in totale sono 249 classi coinvolte in 26 istituti (15 comprensivi, 11 superiori e 1 Cpia). La mappa è ampia: 17 classi di primaria (7 in Valdichiana e le altre nell’area senese), 126 classi di secondaria di primo grado, 104 classi di secondaria di secondo grado, più 2 classi Cpia (una in Valdichiana e una in Val d’Elsa).
Il dato che spicca, però, è la spinta arrivata dalle scuole superiori: le richieste hanno superato le previsioni iniziali e, in diversi casi, non sono passate soltanto dalle segreterie o dai collegi docenti. Molte adesioni – viene sottolineato – sono arrivate “dal basso”: ragazze e ragazzi hanno chiesto laboratori e momenti di approfondimento su violenza, discriminazioni, relazioni fondate su rispetto e uguaglianza. Un segnale che non misura solo la sensibilità, ma anche l’urgenza con cui certi temi vengono percepiti dentro le classi.
I laboratori, intanto, non sono più un progetto “in partenza”: risultano già avviati in 156 classi, con 47 interventi spot già conclusi. Per reggere l’onda delle richieste – comprese quelle arrivate fuori tempo massimo – la Provincia ha messo mano alla macchina organizzativa: a febbraio 2026 è stata integrata la convenzione con le associazioni partner, con l’obiettivo di coprire tutte le istanze arrivate. Il piano 2025-2026 prevede 842 ore complessive di attività laboratoriali, per un investimento di 63.540 euro.
Parallelamente cresce anche la formazione rivolta al personale scolastico. Per le secondarie di primo e secondo grado si passa dai 5 docenti formati dell’anno scorso a 20 iscritti nell’anno in corso: un risultato letto come significativo anche perché non sono previsti crediti formativi riconosciuti. E sul fronte 0-6, nel 2025 si sono registrate partecipazioni consistenti: 28 persone a Siena (luglio), 71 a Poggibonsi (settembre) e 21 al seminario sugli albi illustrati (novembre). In altre parole: non solo studenti, ma una filiera educativa che prova ad attrezzarsi.
Fuori dalle aule, però, il quadro si complica. I dati aggiornati al 31 dicembre 2024 – gli ultimi disponibili – raccolti dai 35 Comuni della provincia grazie al lavoro della Consigliera di parità, mostrano che nel lavoro pubblico locale restano divari strutturali. A parità di inquadramento, gli uomini percepiscono mediamente uno stipendio lordo annuo superiore del 3%: 27.818,43 euro contro 26.987,87 euro delle donne. Eppure, nel complesso, le donne sono la maggioranza tra i dipendenti a tempo pieno e indeterminato: 975 contro 883 uomini.
La spiegazione principale, indicano i numeri, non sta solo nel “quanto”, ma nel “dove”. La segregazione orizzontale è netta: nell’area operatori prevalgono gli uomini (478 contro 243 donne su 721 totali), mentre le donne dominano tra gli istruttori (524 su 824) e tra i funzionari (248 su 367). Una distribuzione che pesa sulle retribuzioni e che, come spesso accade, rimanda a scelte culturali e organizzative che continuano a indirizzare percorsi professionali diversi per uomini e donne.
A pochi giorni dall’avvio del calendario di iniziative e con l’8 marzo alle porte, la sensazione è che Siena e la sua provincia stiano provando a tenere insieme due dimensioni: la narrazione pubblica – fatta di eventi e ricorrenze – e la verifica concreta, fatta di ore, classi, budget e dati. È lì, probabilmente, che si misura se un cartellone resta un poster o diventa un lavoro quotidiano.