Siena Baseball, una durissima lezione dalla capolista Grosseto

Senesi battuti con un clamoroso 30-0 in una partita nella quale praticamente nulla ha funzionato

Aggiungi Radio Siena TV su

Fonti preferite
Siena Baseball, una durissima lezione dalla capolista Grosseto

Aggiungi Radio Siena TV su

Fonti preferite

Il clamoroso 30-0 subito dall’Estra Siena Baseball Softball Club contro la capolista Phoenix 2Zero Projects Grosseto non può essere archiviato come una semplice sconfitta.

I Phoenix hanno fatto ciò che una grande squadra deve fare: approfittare di ogni occasione e punire ogni errore. Il problema, però, è che dall’altra parte Siena non è mai riuscita a giocare il proprio baseball.

Quando una squadra concede oltre venti basi per ball (21 per l’esattezza), manda continuamente uomini in base senza costringerli a guadagnarsi il cuscino di prima con la mazza e non riesce mai a trovare continuità sul monte di lancio, non si può parlare di baseball. Si parla di una giornata storta trasformata in una disfatta.

Il risultato finale è la conseguenza inevitabile di una prestazione nella quale praticamente nulla ha funzionato. Il monte di lancio ha vissuto una delle giornate più difficili della stagione (forse della storia del baseball senese), la difesa non è riuscita a interrompere l’inerzia della partita e l’attacco, pur producendo sette valide, non è mai stato realmente in grado di reagire.

Una squadra può perdere contro un avversario più forte. Può perdere anche nettamente. Quello che non può accadere è smettere di competere e regalare così tante opportunità a una formazione del livello dei Phoenix.

L’unica nota positiva della giornata è arrivata dal ritorno sul monte di lancio di Alejandro Fernandez Matos. Dopo un lungo periodo lontano dalla pedana, causa una borsite alla cuffia dei rotatori del braccio di lancio, il giocatore bianconero ha potuto tornare a lanciare in partita, completando circa trenta lanci che rappresentano un primo passo importante nel percorso di recupero e un segnale incoraggiante in prospettiva futura.

L’attacco dei Phoenix ha battuto 18 valide, quattro delle quali hanno prodotto altrettanti fuoricampo (il capitano dei Phoenix Brandi, che ha aperto le danze, seguito da quelli di Gianni, Aprili e Ferri). A questo vanno aggiunte le 21 basi ball regalate ed i due battitori colpiti: al termine dei sette inning di gioco sono arrivati salvi in prima base 41 battitori.
Non servono scuse, non servono alibi e non serve nascondersi dietro il valore dell’avversario. Serve guardare in faccia la realtà: quanto visto domenica non è il baseball che questa squadra può e deve giocare.

Adesso la parola passa al campo. Perché le sconfitte si dimenticano soltanto attraverso il lavoro, l’orgoglio e una reazione immediata.

 



Articoli correlati