La pioggia e i continui rinvii del Palio hanno riportato al centro del dibattito l’ipotesi di proteggere il tufo di Piazza del Campo con dei teli. A Ferrara il sistema viene utilizzato da alcuni anni, ma trasferirlo a Siena non sarebbe semplice. A spiegare perché è stato Paolo Felloni, presidente della Commissione organizzativa del Palio di Ferrara, ospite di “Processo alla prova”.
A Ferrara i teli sono arrivati dopo alcuni rinvii e soprattutto dopo episodi di precipitazioni molto intense. “Tantissima acqua in pochissimo tempo ha creato un pantano e ci ha portato a trovare questa soluzione dei teli, che non garantisce l’assoluta possibilità di poter correre, però con delle piogge normali è gestibile”.
Il sistema prevede la posa dei teli con un rullo meccanico e il loro ancoraggio con sacchi di sabbia, per evitare che vento e burrasche possano spostarli. Ma bisogna intervenire con largo anticipo: “Almeno un’ora e mezza” per stenderli, mentre la rimozione è leggermente più veloce.
A Ferrara la piazza può essere chiusa
Ed è proprio su questo punto che emerge una delle differenze più significative con Siena.
A Ferrara, per mettere i teli, la piazza viene comunque resa inaccessibile. Una condizione che in Piazza del Campo sarebbe molto più complicata da gestire, considerando la presenza di ristoranti, bar, tavoli e attività commerciali che vivono quotidianamente lo spazio.
Nel corso della trasmissione è stato infatti evidenziato come, a Ferrara, la piazza sia già normalmente chiusa alle attività e alla fruizione che caratterizzano invece il Campo. Questo significa che, in caso di utilizzo dei teli a Siena, la piazza dovrebbe essere liberata e chiusa diverse ore prima, sia per la posa sia successivamente per la rimozione.
Felloni non ha voluto fare paragoni diretti: “Non mi permetto di fare parallelismi”.
La pista di Ferrara è completamente diversa
Anche dal punto di vista della pista le differenze sono sostanziali.
“La pista di Ferrara è un ovale di 330 metri circa”, ha spiegato Felloni. Una lunghezza complessiva simile a quella di Piazza del Campo, ma con una differenza fondamentale: “È molto più semplice, è un piano”.
A Ferrara non ci sono quindi le pendenze che caratterizzano il percorso senese. “Direi che è molto più facile da gestire”.
Diverso anche il terreno. “Il nostro terreno è completamente diverso, è una miscela di sabbia e limo”. Il fondo viene mantenuto smosso e raggiunge uno spessore tra i 25 e i 30 centimetri. “Il risultato è quasi un sabbione, una spiaggia quasi”.
Una caratteristica che rende diversa anche la gestione dell’acqua. “Un po’ di acqua penetra comunque, un po’ di umidità si crea”, ma, grazie alla struttura del terreno, l’umidità tende a scendere verso la parte bassa.
“Con una pioggia come quella di ieri si sarebbe corso”
Nonostante le differenze, l’esperienza ferrarese dimostra che i teli possono essere efficaci in determinate condizioni.
“Con una pioggia come quella di ieri a Ferrara si sarebbe corso il Palio”, ha affermato Felloni.
Una volta tolti i teli, inoltre, non servono tempi particolarmente lunghi per tornare in pista: “Si lavora subito e di lì a poco la pista è idonea”.
Ma anche a Ferrara esiste un limite: le precipitazioni estreme. “Se viene il famoso temporalone con la bomba d’acqua è difficile”, ha spiegato Felloni.