Siena celebra il voto alle donne: a Palazzo Sansedoni la libertà diventa memoria viva

Elena Violetti: "Dalla memoria storica nasce un racconto vivo della città"

Di Simona Sassetti | 18 Marzo 2026 alle 16:00

Siena guarda alla sua storia per interrogare il presente e costruire il futuro. A Palazzo Sansedoni prende vita “La libertà di scegliere”, la mostra che celebra gli 80 anni dal primo voto alle donne, un passaggio che ha segnato profondamente la nascita della democrazia italiana. È il 1946 quando le donne, per la prima volta, entrano nella vita politica del Paese. Un momento fondativo che oggi torna al centro di un percorso espositivo capace di unire arte contemporanea e memoria storica, trasformando il ricordo in riflessione viva.

Non una semplice celebrazione, ma un racconto corale che attraversa il tempo e restituisce voce e dignità alle protagoniste di quella stagione.

“È un dialogo tra arte contemporanea e memoria della città – spiega la curatrice Elena Violetti – un progetto che nasce da documenti fotografici e materiali d’archivio del territorio, trasformati in opere che rendono omaggio alle donne che hanno costruito la vita civica senese”. Elena Violetti, titolare della galleria Violetti Arte Contemporanea e curatrice della mostra, da anni sviluppa progetti che mettono in relazione arte contemporanea, memoria storica e territorio.

“La mostra è strutturata su un dialogo tra l’arte contemporanea e i materiali di archivio –  sottolinea – .  L’artista è partita da documenti fotografici provenienti da fondi e archivi locali e ha realizzato otto grandi opere che raccontano le donne che nel secondo dopoguerra hanno intessuto e rintessuto la cittadinanza senese. Non è soltanto una celebrazione, ma un invito a essere parte attiva nella vita quotidiana della città”.

Le opere portano la firma di Antonella Cinelli, artista che da anni indaga la memoria della seconda guerra mondiale e del dopoguerra. “Ho sentito il bisogno di dedicare questo progetto alle donne – racconta – ed è stato un lavoro corale, costruito insieme passo dopo passo”. Nei dipinti, immagini e parole si intrecciano: “Ho inserito testi della Costituzione sulla parità di genere realizzati con polvere metallica. Sono parole d’oro, fondamentali, ma anche fragili: possono apparire e scomparire a seconda della luce”.

Un messaggio che invita a non dare mai per scontate le conquiste. “Sono parole importanti per la nostra vita, ma non sempre restano visibili –  aggiunge l’artista – Spero che il pubblico si porti via i volti e le storie di donne che rischiano di essere dimenticate”.

La mostra nasce anche grazie a un lavoro condiviso con archivi e studiosi del territorio, riportando alla luce storie spesso invisibili: donne comuni, ma decisive, protagoniste della costruzione della comunità.

“Non è solo memoria, ma consapevolezza – sottolinea l’assessore Micaela Papi – Ricordare significa interrogare il presente e riflettere sul ruolo delle donne oggi nella società”.

Un valore ribadito anche dal presidente della Fondazione Monte dei Paschi, Carlo Rossi: “Il voto del 1946 rappresentò una svolta fondamentale, sancendo l’ingresso pieno delle donne nella vita pubblica e contribuendo alla costruzione della cittadinanza democratica”.

Importante anche il contributo dei partner del progetto, tra cui Pianigiani Rottami, realtà del territorio che ha sostenuto l’iniziativa. Dal punto di vista curatoriale, il progetto si configura come un ponte tra epoche. “Non è solo una celebrazione –  spiega Laura Bonelli, Vernica Progetti – ma un dialogo tra memoria storica e linguaggio contemporaneo, capace di restituire alle immagini una nuova intensità emotiva e un forte valore politico”. “La libertà di scegliere” diventa così molto più di una mostra: “è un invito a ricordare, comprendere e partecipare”.

Perché la memoria non è mai solo passato.

Simona Sassetti

Nasce a Siena nel 1991, lavora a Siena Tv dal 2016. Ha scritto prima sul Corriere di Siena, poi su La Nazione. Va pazza per i cantanti indie, gli Alt-J, poi Guccini, Battiato, gli hamburger vegani, le verdure in pinzimonio. È allergica ai maschilismi casuali. Le diverte la politica e parlarne. Ama il volley. Nel 2004 ha vinto uno di quei premi giornalistici sezione giovani e nel 2011 ha deciso di diventarlo



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