Siena, dal vino ai dolci: è la seconda provincia in Toscana per numero di imprese centenarie [foto]

Cecchi, Marchesi Mazzei, Barone Ricasoli e Fiore tra le protagoniste oggi dell’incontro d’autunno dell’Unione Imprese Centenarie Italiane. Il presidente Amarelli: “Qui la storia non è un ricordo, ma continua a produrre valore”

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Dalla lunga tradizione vitivinicola alle ricette più antiche per fare i dolci: Siena ha celebrato oggi le sue quattro imprese centenarie, in occasione dell’Incontro d’autunno dell’Unione Imprese Centenarie Italiane, terza tappa del percorso che condurrà al convegno nazionale di venerdì 13 novembre a Firenze. La giornata, ospitata nella sede di Confindustria Toscana Sud – Delegazione di Siena, dal titolo “Imprese Centenarie: valorizzare la storia con la proprietà intellettuale”, ha avuto come filo conduttore proprio la città, scelta per mostrare come secoli di storia d’impresa possano tradursi, ancora oggi, in un vantaggio competitivo reale. Come dimostrano Cecchi, Marchesi Mazzei, Barone Ricasoli e Fiore, le quattro imprese del territorio che si distinguono per longevità.

Sul palco si sono confrontati Leonardo Maria Seri, avvocato a Milano ed esperto di proprietà intellettuale, e Marco Maria Menicucci, dottore commercialista specializzato in restructuring, proprietà intellettuale e fiscalità agevolata, per illustrare gli strumenti a disposizione delle imprese storiche per tutelare il proprio patrimonio: dal Marchio di Particolare Interesse e Valenza Nazionale al Marchio Storico di Interesse Nazionale, fino alle Igp dedicate ai prodotti tradizionali e ai temi del patent box.

Siena è la seconda provincia toscana, dopo Firenze, per numero di imprese centenarie ospitate.

Cecchi, casa vinicola nata nel 1893 a Castellina in Chianti per iniziativa di Luigi Cecchi, ha attraversato quattro generazioni fino agli attuali Andrea e Cesare Cecchi. Da assaggiatore di vini a firma riconosciuta a livello internazionale, la famiglia ha saputo unire radicamento nel territorio del Chianti Classico e apertura ai mercati esteri fin dagli anni Trenta del Novecento.

Marchesi Mazzei, con il Castello di Fonterutoli, rappresenta una delle proprietà vitivinicole familiari più antiche al mondo: la tenuta appartiene alla famiglia dal 1435, mentre le prime testimonianze del legame dei Mazzei con il vino e con il nome “Chianti” risalgono addirittura al 1398. Oggi alla guida ci sono i fratelli Filippo e Francesco Mazzei, eredi di una tradizione lunga oltre sei secoli.

Barone Ricasoli, con sede al Castello di Brolio, è legata alla famiglia Ricasoli fin dal 1141 ed è considerata la più antica azienda vitivinicola d’Italia. È qui che nel 1872 il Barone Bettino Ricasoli mise a punto la formula del Chianti ancora oggi alla base del disciplinare. Dal 1993 l’azienda è guidata da Francesco Ricasoli, che ne ha rinnovato vigneti e identità nel segno della sostenibilità.

Fiore 1827, unica realtà dolciaria del gruppo, custodisce da quasi due secoli l’autenticità di Panforte, Ricciarelli e Cantuccini, portando nel mondo alcuni tra i sapori più identitari di Siena. Fedele alla tradizione artigianale, negli ultimi anni ha affiancato alle ricette storiche un nuovo stabilimento produttivo, aperto nel 2021, capace di coniugare innovazione industriale e rispetto della ricetta originale. Nel pomeriggio, i partecipanti all’evento hanno visitato proprio questa azienda, per toccare con mano il legame tra tradizione artigianale e produzione contemporanea.

“Siena – ha dichiarato il presidente dell’Unione Imprese Centenarie Italiane, Fortunato Amarelli – ci ha offerto oggi quattro esempi concreti di ciò di cui parliamo da tempo: la storia d’impresa non è un capitolo da archiviare, ma un patrimonio che, se tutelato e valorizzato attraverso gli strumenti giusti, continua a generare valore, occupazione e identità per un intero territorio. Cecchi, Mazzei, Ricasoli e Fiore 1827 dimostrano come la proprietà intellettuale sia la chiave per trasformare secoli di storia in un vantaggio competitivo trasmissibile alle generazioni future”.

 

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