Siena Fc, il presidente dei Fedelissimi Mulinacci: "Ieri fatto gravissimo. Serve un nuovo mister con esperienza"

"Ancora nessuna comunicazione. Questo dimostra che la società è totalmente inadeguata a gestire una squadra di calcio"

Di Veronica Costa | 26 Gennaio 2026 alle 15:09

Dopo l’assenza di ieri durante la partita con lo Scandicci, non ci sono ancora notizie ufficiali sul futuro del mister bianconero Tommaso Bellazzini  e su chi sarà in panchina da ora in poi. Una situazione nata dopo mesi di risultati negativi e la tensione nata tra tifosi e tecnico sabato durante gli allenamenti. Proprio i tifosi oggi chiedono chiarezza e comunicazioni ufficiali alla società.

“Questa è una situazione veramente inconcepibile, spiega ai nostri microfoni il presidente del Siena Club Fedelissimi Lorenzo Mulinacci. La stessa società è stata prontissima a stigmatizzare la contestazione all’allenatore e alla squadra di sabato mattina: nel giro di un’ora è uscito un comunicato contro i propri tifosi, invece di mettere in risalto che l’unico ad andare fuori dalle righe è stato proprio l’allenatore. I tifosi, infatti, hanno fatto una contestazione civile, tra l’altro agevolata dal fatto di essere arrivati e aver trovato tutto aperto: accesso agli spogliatoi, al campo e alle tribune. Non è successo assolutamente niente, è stata una contestazione civile. La domenica, invece, abbiamo visto una cosa che, per quanto mi riguarda, ma anche andando a rivedere la storia del calcio, non era mai successa: un allenatore che non si presenta alla partita. Può capitare che qualcuno non si presenti a un allenamento, ma a una partita non era mai successo. È un fatto gravissimo. Altro fatto grave è che ieri il Siena non aveva nessun tesserato in panchina, situazione che può portare sicuramente a una multa. Ancora più grave è che non sia stata data alcuna spiegazione su quello che potrà succedere in futuro: se Bellazzini verrà esonerato, sollevato dall’incarico, se ci sarà una rescissione o se si andrà avanti con lo stesso staff. Ancora nessuna comunicazione. Questo dimostra che la società è totalmente inadeguata a gestire una squadra di calcio, soprattutto in Italia, dove ci sono ritmi che non appartengono a questa proprietà svedese”. 

Alcune settimane fa era arrivata un’importante offerta alla società bianconera, che però ha rifiutato una possibile vendita. “Una spiegazione potrebbe essere che attualmente le quote del Siena FC sono pignorate da Atlas Consulting, che le aveva vendute circa un anno e mezzo fa. In questa situazione il Siena non è vendibile, a meno che non venga rimosso il pignoramento. Un altro motivo è che la proprietà, non rendendosi conto della situazione reale che c’è oggi a Siena e all’interno della società, vuole comunque portare avanti le proprie idee, che al momento non sono state comprese da nessuno. Si sono lanciati in tantissimi progetti, ma nessuno di reale interesse per la tifoseria. In Italia contano i risultati sportivi. Ricordo che, durante la loro presentazione, nel mio intervento feci presente che il Siena in Serie D ha un solo obiettivo: vincere il campionato e tornare in Serie C. Tutto il resto può aspettare”.

Per i tifosi adesso serve un intervento netto della società verso un cambiamento alla guida tecnica della squadra. “Per uscire da questa situazione, secondo me, bisognerebbe cambiare totalmente: Bellazzini e tutto lo staff. Servirebbe un allenatore con esperienza, che venga a Siena con umiltà, che tolga pressione alla squadra in questo momento difficile, che parli con i tifosi e che permetta di arrivare alla fine del campionato nel modo più tranquillo e dignitoso possibile”.

Sul comunicato inviato questa mattina dal comune di Siena : “Per quanto riguarda il Comune, noi abbiamo parlato con l’amministrazione la settimana scorsa. Devo dire sinceramente di aver avuto una buona impressione: soprattutto nella figura del vicesindaco Capitani, che mi è sembrato molto presente e pienamente a conoscenza delle problematiche. È giusto che il Comune si faccia sentire con questa proprietà, perché rappresentano il nome della città, un nome importante anche a livello calcistico, anche se in questo momento siamo probabilmente ai minimi della nostra storia”.



Articoli correlati