Siena: maltrattamenti e lesioni alla ex moglie, 45enne assolto "perché il fatto non sussiste"

Il Tribunale di Siena ha assolto l'uomo con formula piena, scagionandolo dalle imputazioni contestate nei confronti della ex moglie di 34 anni

Di Redazione | 4 Marzo 2026 alle 20:00

Siena: maltrattamenti e lesioni alla ex moglie, 45enne assolto "perché il fatto non sussiste"

L’incubo è finito. Un senese di 45 anni è stato assolto “perché il fatto non sussiste” dalle accuse più pesanti, dopo un processo che ha messo in fila mesi di racconti contrapposti, chat, referti e testimonianze su una relazione precipitata in poco tempo.

Ieri mattina il Tribunale di Siena – collegio presieduto dal giudice Fabio Frangini – ha scagionato l’uomo dalle imputazioni di maltrattamenti in famiglia e lesioni contestate nei confronti dell’ex moglie, 34 anni, costituita parte civile. Resta però una condanna: 8 mesi per la violazione della misura cautelare disposta nel giugno 2023. In base alla contestazione, all’uomo – già raggiunto dal divieto di avvicinamento e dal divieto di comunicazione con la persona offesa – viene attribuito l’invio di un messaggio via social nonostante il divieto di contatti. Per questo capo, il collegio ha riconosciuto anche una provvisionale in favore della donna e la rifusione delle spese legali, secondo quanto stabilito in sentenza.

La Procura di Siena, con la pm Silvia Benetti, aveva chiesto una condanna complessiva a 5 anni e 7 mesi. L’impianto accusatorio descriveva una sequenza di presunte sopraffazioni fisiche e psicologiche, minacce e condotte di controllo nell’arco del 2023 (con riferimenti anche alla fase finale del 2022): schiaffi, strattoni, lividi, capelli tirati, fino a un litigio in auto che – secondo la versione della persona offesa – sarebbe culminato con l’allontanamento forzato dal veicolo. Nel racconto della donna comparivano inoltre richieste sessuali spinte ritenute coercitive, anche in contesti legati all’uso di sostanze.

In dibattimento, durato mesi, sono stati esaminati documenti, fotografie e certificazioni sanitarie, oltre alle conversazioni tra i coniugi e alle dichiarazioni dei testimoni. La parte civile, assistita dall’avvocato Massimo Rossi, ha sostenuto l’attendibilità della donna e la consistenza del quadro probatorio, riservandosi di valutare l’impugnazione quando saranno note le motivazioni. La difesa, affidata agli avvocati Serena Gasperini e Daniele Fabrizi, ha invece insistito sulle incongruenze nelle ricostruzioni e sulla lettura complessiva delle comunicazioni tra i due, chiedendo l’assoluzione perché i fatti non risultavano provati oltre ogni ragionevole dubbio.

Il collegio ha accolto questa impostazione per i reati principali, pronunciando l’assoluzione con formula piena. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni: solo allora si comprenderà su quali passaggi probatori il Tribunale abbia fondato la decisione e se, nei limiti previsti dalla legge, la Procura riterrà di proporre Appello. Una vicenda giudiziaria iniziata con accuse gravissime e conclusa, sul piano penale, con la sola violazione del divieto di contatti.



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