Siena, Massimiliano Gallo porta Malinconico, moderatamente felice al Teatro dei Rinnovati: "Oggi preoccuparsi dell'essere, più che dell'apparire, è rivoluzionario"

A Su il Sipario Massimiliano Gallo racconta un personaggio amatissimo dal pubblico: Vincenzo Malinconico

Di Simona Sassetti | 24 Gennaio 2026 alle 16:00

Ancora una volta Su il Sipario, la rubrica in collaborazione con i Teatri di Siena, vi porta all’interno del Teatro dei Rinnovati, nel cuore del cartellone Sipario Rosso, per scoprire Malinconico, moderatamente felice, lo spettacolo che vede protagonista e in regia Massimiliano Gallo.

Vincenzo Malinconico è un personaggio amatissimo dal pubblico: dai lettori dei romanzi di Diego De Silva agli spettatori delle serie televisive. “Per me Malinconico è uno dei personaggi che amo di più vestire e portare in scena – racconta Massimiliano Gallo – perché amo il suo mondo complicato, la sua empatia, il suo modo di porsi rispetto alla modernità. È uno che non vuole partecipare alla gara, non perché sia un perdente, ma perché non è interessato a competere”.

Un personaggio che non agisce quasi mai direttamente, ma che viene costantemente travolto dagli eventi: “Quello che accade intorno a Malinconico diventa il motore delle sue azioni. Si trova sempre coinvolto in situazioni complesse, spesso paradossali”.

Il passaggio al palcoscenico non è stato semplice. “Malinconico ha un amico immaginario, parla da solo, immagina voci e presenze. In televisione siamo riusciti a rendere queste “voci pensiero” con le immagini. A teatro, dove curavo anche la regia oltre al testo, il problema era diverso: o avevo cento personaggi in scena oppure dovevo ricreare quel mondo”. La soluzione è stata una scenografia dinamica: scale, più ruoli affidati agli stessi attori e una parte centrale della casa trasformata in spazio olografico, dove Malinconico dialoga con presenze immaginarie.

Un personaggio in cui tutti si riconoscono

Gallo riconosce una forte identificazione del pubblico: “Mi scrivono tantissimi avvocati che mi dicono che Malinconico è molto più vicino alla loro vita reale rispetto all’immagine patinata dell’avvocato di successo vista al cinema. Nel suo essere paradossale e straordinario, è più vicino alla realtà”. E aggiunge: “In un momento storico in cui conta più apparire che essere, uno che si preoccupa dell’essere è quasi rivoluzionario”.

Le scene più intime

Tra le tante situazioni raccontate nello spettacolo, ce n’è una a cui l’attore è particolarmente legato: “Le scene con la figlia sono quelle in cui mi riconosco di più. È una figlia non biologica, ma amata come se lo fosse. Sono momenti molto teneri, che raccontano un’altra forma di amore”.

Ridere e riflettere

Il pubblico ride molto, ma non solo. “Il complimento più bello – conclude Gallo – è sapere che gli spettatori escono dal teatro con delle riflessioni. Il macrotema dello spettacolo è l’amore, e se si esce con un pensiero in più, per me è una grande soddisfazione come attore, autore e regista”. Se Malinconico potesse parlare agli spettatori all’uscita del teatro, il suo messaggio sarebbe chiaro: “Non preoccupatevi di apparire sui social. Preoccupatevi di vivere serenamente la vostra vita”.

Simona Sassetti

Nasce a Siena nel 1991, lavora a Siena Tv dal 2016. Ha scritto prima sul Corriere di Siena, poi su La Nazione. Va pazza per i cantanti indie, gli Alt-J, poi Guccini, Battiato, gli hamburger vegani, le verdure in pinzimonio. È allergica ai maschilismi casuali. Le diverte la politica e parlarne. Ama il volley. Nel 2004 ha vinto uno di quei premi giornalistici sezione giovani e nel 2011 ha deciso di diventarlo



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